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Buongiorno

03.03.2017 - Buongiorno Irpinia

Politica e Impresa: ma quando finisce il Carnevale irpino?

Buongiorno Irpinia. Le notizie del giorno che meritano un commento sono due. A voler essere pignoli, si tratta di una notizia e mezza.
La prima, assolutamente certa, visto che porta la firma dei giudici del Tribunale di Avellino, è il fallimento della Elital di Massimo Pugliese. Dopo un tira e molla durato anche troppo, eccoti servito il piatto gelido del più controverso imprenditore di questa provincia: 74 lavoratori sul lastrico e chi s’è visto s’è visto. Lo abbiamo scritto anche in passato: Pugliese è un imprenditore di sicura intelligenza. Qualcuno lo racconta addirittura dotato di intelligenza luciferina, per la sua collaudata capacità di maneggiare le aziende in crisi traendone sempre profitto. Avrà avuto le sue ragioni se un bel giorno ha deciso che Elital doveva fallire. Ma, con tutto il rispetto per la libertà d’impresa, non se ne può più di questi industriali che fanno piangere lacrime di sangue a centinaia e centinaia di lavoratori e si spostano in elicottero da un capo all’altro dell’Italia, e perfino da un paese all’altro della provincia, tanto per ostentare, con la stessa nonchalance d’un certa decaduta nobiltà.
La mezza notizia, che diventerà a breve notizia intera se i diretti interessati non la smentiranno, è l’indiscrezione lanciata da Orticalab – dunque a mio avviso più che attendibile – secondo cui capi e capetti irpini di Scelta Civica avrebbero fatto irruzione nel tesseramento Pd iscrivendo on line ben duemila nuovi militanti. Se si consideri che l’esercito Pd del 2016 contava in tutto settemila anime, siamo di fronte a quello che in termini militari verrebbe inquadrato come un vero e proprio tentativo di “colpo di Stato”. Con un obiettivo preciso: impossessarsi – “manu militari” - del Partito Democratico irpino per orientare le scelte delle candidature alle prossime politiche. Stessero così le cose, non ci sarebbe che dire: il nuovo Pd immaginato da Renzi – o, se volete, dai suoi competitor Orlando ed Emiliano – nasce all’insegna dei più sani princìpi democratici e soprattutto della trasparenza. Forse – giocando ancora, ma non troppo, d’ironia – un po’ meno all’insegna della decenza, visto e considerato che il presunto capo del colpo di Stato sarebbe nondimeno che il deputato e vice-presidente nazionale di Scelta Civica, Angelo Antonio D’Agostino.
Il sottoscritto, che D’Agostino un po’ lo conosce, stenta a credere che un imprenditore della sua serietà e un politico della sua finezza culturale possa soltanto immaginare di fare una roba del genere. Non che gli sia proibito di simpatizzare per il Pd al punto tale da terremotarne gli equilibri interni. Ma sarebbe buon norma etica che prima si dimettesse dal partito del quale è ancora tra le massime espressioni nazionali. Naturalmente, ognuno si muove secondo il proprio stile: come diceva Totò, Signori si nasce. E non tutti “lo nacquero”.
Resta il mistero del numero effettivo delle iscrizioni al Pd on line che sarebbero partite dallo Stato Maggiore di Scelta Civica. Duemila tessere tutto d’un colpo non possono non lasciare traccia, specie se fatte on line. L’indirizzo di posta in arrivo si conosce: è il Pd. Da qualche parte quelle iscrizioni son pure partite: un clic e voilà, ogni dubbio svanisce.
Elital e Pd-Scelta Civica, Impresa e Politica: ma quando finisce il Carnevale irpino?