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Buongiorno

22.07.2018 - Buongiorno Irpinia

Quando l’Avellino Calcio e la Politica militavano in serie A...

Dobbiamo tutti sperare che siano fondate le certezze di Walter Taccone quando afferma che “...l’Avellino sarà riammesso in serie B” perché “la decisione della Covisoc è basata su un vizio di forma che sarà sanato dal ricorso che presenteremo al Collegio di garanzia del Coni”.

Il presidente dei Lupi fonda il suo ottimismo su un dato sostanziale che però difetta di forma: la terza fidejussione sarebbe valida ma è arrivata oltre i termini imposti, ancorché anticipata via Pec. Se l’ultima garanzia fidejussoria avesse effettivamente copertura, la partita estrema si giocherebbe sulla sottilissima linea del confine tecnico-giuridico: dove tutto è possibile, molto dipende dall’abilità del difensore.

La Società Biancoverde si è rivolta ad uno dei più blasonati avvocati del foro sportivo, Eduardo Chiacchio. Il quale, stando alle cronache, ha parlato di “caso tragico”, riservandosi di decidere circa l’accettazione o meno dell’incarico. La qual cosa può significare tutto e il contrario di tutto: è prassi, in tutti gli ambienti professionali, “aggravare” virtualmente le circostanze per conferire all’eventuale merito una più alta valenza di laboriosità.

Il ricorso, firmato da Chiacchio o da altri, dovrebbe essere presentato domattina. Questi sono i fatti allo stato dell’arte. Sperare, sperare, sperare. Tra un po’ di giorni, infine, sapremo se non ci resterà che piangere o tornare a “tifare”.

Una brevissima riflessione a margine. Una volta la classe dirigente politica irpina era di serie A ed anche l’Avellino, per ben dieci anni, restò in quel prestigiosissimo “campo di gioco”. Sarà pure soltanto una coincidenza, ma il declino del Calcio provinciale ha avuto un percorso parallelo a quello della politica. Si può discettare quanto si vuole sul fragile astrattismo dei massimi sistemi, ma nell’epoca d’oro una qualche interconnessione tra i due mondi deve esserci stata. Altra storia, e questo va ad onore del Calcio, è che poi l’Avellino sia risalito in serie B mentre la classe dirigente politica irpina sia scivolata verso la C ed anche oltre.

Ecco, se vogliamo consolarci un tantino, nell’attesa di conoscere quale provvedimento adotterà il Collegio di garanzia del Coni, sforziamoci di pensare che da noi Calcio e Politica non vanno più a braccetto.