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Buongiorno

18.09.2017 - Buongiorno Irpinia

Quei “cretini” del Pd secondo Ciriaco

Buongiorno, Irpinia.
Con tutto il rispetto per la storia politica di Ciriaco De Mita, e soprattutto con tutto il rispetto per la lucidità del leader alla soglia dei novant’anni, credo che si farebbe offesa alla sua intelligenza se non dicessimo che ormai non racconta più niente di originale, ovvero che già da un paio di lustri campa di rendita della grande attività di pensiero che ha caratterizzato il suo lunghissimo percorso dentro la politica e le istituzioni del nostro Paese.

Sabato ad Altavilla Irpina, nel corso della Festa dell’Udc cui ha partecipato anche il ministro Alfano, non si è visto il vecchio grande chef che una volta offriva alla platea ricette elaborate a Nusco e subito assunte a Roma come “specialità” per i palati fini dell’Alta Politica. Sabato il Grande Ciriaco che fu ha offerto minestrine riscaldate di concetti triti e ritriti, e per di più anacronistici.

In compenso, però, l’ex Presidente del Consiglio e leader dell’ex Dc, lo statista che parlava a tu per tu dei destini del mondo con Michail Gorbačëv e con George Bush, sabato ad Altavilla ha strappato applausi e risate quando ha ripetuto l’insulto al suo bersaglio preferito che è il Pd: “Un partito afono, che non è in grado di parlare, tant’è che trovare un pensiero in uno del Pd è la cosa più difficile del mondo”.

Non è una novità De Mita che chiama “cretini” quelli del Partito Democratico. Che una volta, invece, erano intelligenti. Era intelligentissimo Veltroni, prima che gli negasse la candidatura, nel 2008. Era intelligentissimo ed una grande promessa Matteo Renzi, prima di avergli negato, evidentemente, una qualche richiesta. Addirittura “pericoloso” – un “cretino” pericoloso, verrebbe da completare – era l’attuale Governatore della Campania: che però, d’incanto, diventò un Intelligentissimo Grande Amministratore la notte del Patto di Marano.

In verità, Ciriaco De Mita ha anche sempre detto, o lasciato chiaramente intendere, che nel mondo politico irpino ci sono soltanto due persone intelligenti: una, naturalmente, è lui; l’altra è il nipote Giuseppe, quello diventato deputato per caso, non l’ex sindaco di Nusco. E a turno, e secondo le sue convenienze del momento, in Irpinia, ha definito cretini i De Luca, le D’Amelio, le Repole, i Famiglietti, le Paris e via elencando.

Non è questa, dunque, la novità. Come non è una novità che i rappresentanti del Pd se ne stiano buoni e zitti di fronte agli insulti di De Mita: un silenzio-assenso che, di fatto, finisce con il dare ragione a De Mita.

Ma, a prescindere dalle tendenze masochiste dei democratici irpini, sarebbe tempo che l’ex Grande Leader Ciriaco la smettesse di pensare e di ripetere che la materia del suo cervello ha un Dna molto raro nel mondo degli umani. Quando l’incontinenza degli insulti giunge a questo livello, bisognerebbe saper ricorrere ai pannoloni del buon senso. Qualcuno lo suggerisca all’ex statista di Nusco.