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Buongiorno

16.02.2019 - Buongiorno Campania

Regionalismo differenziato, Nord e Sud: Salvini non può pretendere la botte piena e la moglie ubriaca

Ha fatto bene il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, a denunciare per primo, e con argomenti inoppugnabili, i danni enormi che ne avrebbe il Mezzogiorno d’Italia se dovesse passare il regionalismo differenziato così come vogliono il Veneto, la Lombardia e (in parte) l’Emilia e Romagna, e come del resto sostiene la Lega di Matteo Salvini.

E hanno fatto bene i 5 Stelle, nel Consiglio dei Ministri dell’altra sera e più diffusamente in sede politica, ad opporsi a quel progetto dicendo chiaro e tondo che non si possono avallare riforme che di fatto generano cittadini di serie A (soprattutto al Nord) e di serie B (essenzialmente al Sud).

In pratica è stato fermato – più correttamente si direbbe “rinviato” – l’ultimo colpo di acceleratore che i governatori delle tre regioni più ricche del Paese avevano immaginato si dovesse dare già l’altra sera a Palazzo Chigi. Ma sull’esito finale di questo braccio di ferro è azzardato fare previsioni. La materia sottintende interessi territoriali troppo grandi, addirittura vitali per il Mezzogiorno d’Italia, per potere essere liquidata senza il rischio che su di essa si formalizzi una crisi di governo che porterebbe dritti alle elezioni anticipate.

L’irrigidimento più che opportuno dei 5 Stelle ha di fatto passato la patata bollente nelle mani di Salvini. Il Vice Premier e Capo della Lega è chiamato ora ad una scelta molto problematica. Se si schiera con le regioni del Nord – nel senso di quel tipo di autonomia rafforzata che vogliono Veneto, Lombardia ed Emilia e Romagna – appare agli occhi dei meridionali come il “nordista” che affossa il Sud, e addio a quel 22 per cento nel Mezzogiorno d’Italia che i sondaggi accreditano alla Lega facendo balzare la media nazionale a ben 34 punti percentuali.

Se invece Salvini accoglie le sacrosante ragioni del Sud, saranno quelli del Nord a togliergli consensi, determinando lo stesso effetto elettorale. Certo, la mediazione è parte integrante dell’arte della politica. Altrettanto certo, però, è che il Capo della Lega non potrà avere la botte piena e la moglie ubriaca. Buon senso consiglierebbe di accontentarsi di metà botte e la moglie allegretta.