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Buongiorno

23.02.2019 - Buongiorno Campania

Regionalismo differenziato: il “manifesto” di De Luca che richiama alla realtà

Consiglierei (a chi non lo avesse fatto) di leggere la lettera aperta del presidente della Regione Campania pubblicata ieri sul Corriere del Mezzogiorno e indirizzata ai “concittadini del Nord”. È una rigorosa riflessione sul problema del regionalismo differenziato, e prende spunto dalle considerazioni rassegnate sul tema, ancora attraverso lo stesso quotidiano, dal presidente del Veneto, Luca Zaia.

Il Governatore della Campania sviluppa la sua analisi toccando essenzialmente cinque punti: costi standard, spesa storica, sanità, scuola, risorse e autonomia fiscale.

Contrariamente a quanto si sarebbe immaginato, De Luca non usa toni polemici, né indulge alle lamentazioni del meridionalismo accattone. Il suo ragionamento poggia tutto su dati di fatto incontestabili. È la fotografia della realtà attuale nella cornice storica del nostro Paese. È il richiamo, senza mai cedere alla retorica, ai valori fondanti della Costituzione. Non una sfida al Nord, ma un invito a riflettere, tutti insieme, cittadini e classi dirigenti del Sud, del Centro e del Nord, sulla soluzione migliore per coniugare le ragioni dell’autonomia con la necessità di garantire solidarietà e unità nazionale.

Letta tra le righe, l’analisi di De Luca è anche un impietoso atto di accusa contro la superficialità delle classi dirigenti politiche degli ultimi sessant’anni, soprattutto del Mezzogiorno d’Italia, che non hanno saputo – o voluto – affrontare la Questione Meridionale sotto la giusta luce, badando più al proprio “particulare” che non all’interesse generale di questa parte del Paese.

Ma egli oggi guarda soprattutto al futuro. E lo fa alzando di buona misura l’asticella del dibattito politico sul tema dell’autonomia. In sintesi, ponendo al centro della discussione proprio la sfida sulla responsabilità ed efficienza amministrativa cara alle comunità e alle classi dirigenti del Nord.

Nelle ultime righe della riflessione di De Luca è concentrato il senso politico di un “manifesto” che potrebbe ben rappresentare la “ripartenza” per un confronto sull’autonomia regionale che sin qui è apparso come un mediocre dialogo tra sordi.

Ecco quelle righe: “Diamo più respiro a questo dibattito. Sarebbe imbarazzante perdersi nelle piccole cose di questo o quel territorio, mentre sta cambiando il mondo, e interi continenti sono in movimento. L’Europa stessa rischia di non contare nulla negli equilibri globali. L’Italia regge se reggono le sue forze produttive, la capacità di innovazione, e se non perde i suoi valori profondi. Mi pare ci siano tutte le condizioni, se solo ci diamo un attimo di riflessione, per mettere in campo in tempi rapidi riforme importanti, nell’interesse delle nostre famiglie e del Paese”.