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Buongiorno

14.04.2019 - Buongiorno Campania

Regionalismo differenziato: non lasciamo De Luca a combattere da solo

Le diplomazie politiche della Lega di Salvini, del M5S di Di Maio e del Pd di Zingaretti (ma del Pd della Campania e del Sud in modo particolare) hanno scelto, già da qualche settimana, di abbassare i toni e rallentare i tempi del regionalismo differenziato. Tra un mese e mezzo si vota per le europee, non conviene a nessuno lo scontro su interpretazioni decisamente diverse della “autonomia rafforzata”. In gioco ci sono interessi di grandissimo rilievo che incidono profondamente sui processi di sviluppo delle due Italie: definire le scelte alla vigilia di una competizione elettorale destinata a modificare gli equilibri politici del Paese equivarrebbe a guadagnare o a perdere consensi in questa o quell’altra area del territorio nazionale. Dunque, meglio soprassedere.

Ma si tratta soltanto di un breve rinvio. La questione del nuovo regionalismo, che per molti versi si sovrappone alla mai risolta Questione Meridionale, sarà il tema politico preponderante del dopo-europee. Detta in soldoni, dal modello di “autonomia rafforzata” che sarà adottato dipenderanno in larga misura i destini delle regioni meridionali, soprattutto in settori di primissima importanza come la Sanità e la Scuola.

Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è stato il primo a lanciare l’allarme sui rischi del modello di federalismo differenziato che piace ai governatori del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia e Romagna. E lo ha fatto con argomenti forti e ragionati, assolutamente fuori dagli schemi del meridionalismo piagnone e privo di spirito autocritico e propositivo che ha danneggiato ulteriormente l’immagine della classe dirigente politica del Sud. De Luca lo ha fatto impostando il problema delle maggiori autonomie sul presupposto dell’efficienza e della sburocratizzazione dei poteri locali. Ovvero sugli argomenti politico-amministrativi chiave dei Governatori delle regioni settentrionali. Fissando, però, alcuni ineludibili paletti lungo il percorso: la salvaguardia dell’unità nazionale e, in applicazione di essa, la garanzia per tutti i cittadini di poter godere degli stessi diritti, fondo di perequazione per il Sud. Scuola e Sanità sono i capisaldi esemplificativi di questa impostazione.

È notizia di ieri l’invito alla mostra a Napoli del Canova che De Luca ha rivolto al Governatore del Veneto, Luca Zaia. Niente di casuale, considerato che il grande Maestro, ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura, era un veneto. Niente di casuale e moltissimo, invece, di politico e strategico in quell’invito che De Luca ha formulato più o meno così: “Vieni a scoprire un’immagine diversa di Napoli e della Campania, le loro eccellenze non solo artistiche”. Un modo garbato per dire: “Noi siamo pronti alla sfida del regionalismo differenziato, ma senza furbizie, in modo rigorosamente aderente al dettato costituzionale”. Zaia ha accettato di buon grado l’invito. È un buon avvio. Speriamo si continui sulla strada giusta. Così come c’è da sperare che De Luca non venga lasciato solo, dal Pd innanzitutto, in questa battaglia vitale per la Campania e per l’intero Mezzogiorno d’Italia.