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Buongiorno

31.05.2017 - Buongiorno Irpinia

Registro tumori, un altro “cancro” della malapolitica irpina

Buongiorno, Irpinia. Grazie ai Registri tumori istituiti da tempo nel capoluogo partenopeo, è stato possibile verificare – notizie di questi giorni – che nei comuni a Nord di Napoli la mortalità per cancro è superiore alla media rilevata nel Mezzogiorno d’Italia, ma comunque in linea con quella del Centro e del Nord, ossia con le aree più industrializzate del Paese. Significa, in buona sostanza, che i veleni sviluppati da Terra dei Fuochi, ad esempio, sono soltanto una delle cause che concorrono a determinare l’incremento delle patologie oncologiche alle quali più difficilmente si sopravvive.
Allo stesso modo, è stato possibile appurare che i tumori pediatrici nelle aree più critiche del napoletano, a differenza di quanto era stato paventato, restituiscono dati uguali a quelli del resto d’Italia. Insomma, non si scopre niente di nuovo: i Registri tumori non sono semplicemente utili, sono indispensabili. E non serve essere Premi Nobel della Medicina per capire un concetto accessibile a tutti: disporre di una mappa che costantemente ci dice come evolvono certe patologie consente di intervenire nel tempo giusto, ed in maniera mirata, per combattere le malattie più pericolose con ottime probabilità di successo.
Questa lunga premessa per ricordare a noi stessi, non senza rammarico, che in provincia di Avellino non è ancora attivo il Registro tumori. E’ di qualche giorno fa la notizia che finalmente l’Asl ha accelerato l’iter di coinvolgimento dell’Airtum, che è l’ente nazionale di certificazione sicuramente più affidabile. Ne va dato atto al direttore generale, Maria Morgante. Tuttavia non si può sottacere che per troppo tempo le istituzioni competenti hanno tenuto sotto gamba una questione tanto delicata e importante.
E’ il caso di sottolineare che Cittadinanza Attiva, almeno da cinque anni, ha sollevato il problema del Registro tumori, anticipando le conclusioni su cui oggi tutti convengono, a cominciare dalla rappresentanza politica irpina che, invero, in tutto questo tempo ha avuto un’attenzione pressoché nulla verso una denuncia peraltro ampiamente documentata.
Basterebbe l’esempio della vicenda Isochimica, del resto, per toccare con mano una verità inappellabile: se non lo avesse scoperto la magistratura, grazie alle denunce dei tanti ex operai povericristi che ne hanno pagato le pene, la politica locale nemmeno si sarebbe accorta degli effetti devastanti provocati dalla fabbrica di Pianodardine.
Il Registro tumori tempestivamente istituito quando ne fu rilevata la necessità ed urgenza, inoltre, ci avrebbe dato opportunità e motivo scientifico per orientare nella direzione giusta le indagini sulle cause vere dell’inquinamento ambientale e sulla reale portata della loro correlazione con l’incremento dei tumori. Una priorità snobbata dalla malapolitica locale. Anche perché, evidentemente, non porta voti.