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Buongiorno

02.05.2019 - Buongiorno Irpinia

Salvini lunedì ad Avellino. Parli chiaro sul Regionalismo Differenziato

Lunedì prossimo il capo della Lega e Vice-Premier, Matteo Salvini, sarà ad Avellino per la campagna elettorale delle europee e per sostenere la candidata sindaco leghista Biancamaria D’Agostino.

È Il primo leader nazionale che viene nel capoluogo per questa tornata elettorale. Per di più é il leader del partito che nei sondaggi sulle intenzioni di voto figura a circa il 36 per cento, circa 15 punti avanti al M5S e quasi il doppio del Partito Democratico.

Non sono, chiaramente, i numeri riscontrabili in Irpinia. E si tratta comunque di sondaggi riferiti alle elezioni politiche. Tuttavia è verosimile che l’attenzione di Salvini verso le comunali di Avellino – unico capoluogo della Campania che rinnova il governo cittadino – si traduca in un significativo apporto di consensi alla lista della Lega, conferendo per altro verso una più accentuata valenza politica a queste elezioni amministrative.

Il leader del Carroccio sta attraversando una fase di consistente gradimento popolare. Per la prima volta, del resto, la Lega registra nel Mezzogiorno d’Italia un consenso inimmaginabile fino a qualche mese fa, e che si spiega soltanto con la capacità politica di Salvini di esprimere concretezza su temi molto sensibili, primo fra tutti la sicurezza.

C’è tuttavia una questione di primaria importanza che potrebbe diventare il tallone d’Achille della Lega nel Sud, quindi in Campania, e per specifica estensione ad Avellino e in Irpinia: è la questione del Regionalismo Differenziato. Allo stato dei fatti, il modello di autonomia rafforzata che vogliono i governatori delle tre (per ora) regioni del Nord interessate è inaccettabile per le regioni meridionali.

Quell’applicazione normativa metterebbe a rischio l’unità nazionale, comunque condannerebbe il Sud a perdere ulteriore terreno rispetto al Nord in tutte le categorie del benessere. In altri termini, il Sud ne uscirebbe maggiormente impoverito.

Di questo rischio, già denunciato con forza dal Governatore della Campania, dovrebbero farsi carico i leghisti di casa nostra. Va bene che sia scomparso "Nord" dal nome e dal simbolo della Lega, ma certamente non può essere sufficiente l’eliminazione di una parola per pareggiare i conti tra le due Italie. Salvini è abile nell’arte della comunicazione politica, epperó adesso servono fatti: chiari, concreti, subito.