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Buongiorno

01.04.2017 - Buongiorno Campania

Sanità, De Luca commissario? Perché sì

Il Governatore De Luca nuovo commissario per il piano di rientro del debito sanitario della Campania? Si deciderà la prossima settimana, visto che lunedì Joseph Polimeni lascerà formalmente l’incarico per assumere la direzione generale dell’Azienda ospedaliera universitaria di Siena.
Ci sono le premesse di legge perché ciò avvenga. La Finanziaria approvata a novembre 2016, infatti, ha revocato l’incompatibilità tra i ruoli di Governatore e commissario inopinatamente introdotta l’anno precedente. Permangono i nodi di natura politica. Il ministro Lorenzin non ha mai fatto mistero che non gradisce la nomina di De Luca. E la sua ferma opposizione si spiega: l’Ncd conta in Campania quanto il due di briscole; la gestione della Sanità aiuta a tenere voce in capitolo. E finora il ministro si è servito della voce di un suo fedelissimo, Polimeni appunto. Tutto qui.
Ma nel confronto politico tra Ncd e Pd all’interno del governo ci sono anche i risultati raggiunti in 14 mesi dal commissario inviato da Roma. Le cifre di rientro del debito ricalcano le medesime quantità progressive ottenute dal Governatore-commissario Stefano Caldoro. Ma con l’aggravante che i tagli di natura squisitamente contabile operati da Polimeni hanno determinato un grave peggioramento della qualità dei servizi. Un bilancio economico, insomma, elaborato esclusivamente a danno del bilancio sociale.
De Luca ha fatto pesare a Roma, nel Pd innanzitutto, la forza della ragione. Si può risparmiare ed elevare i livelli essenziali di assistenza – è la sua tesi – agendo sulla qualità della gestione, quindi sull’organizzazione. Il presupposto è la conoscenza della realtà locale, il coinvolgimento di chi è a diretto contatto con i problemi del territorio, la civiltà dei rapporti con le associazioni di categoria pubbliche e private, la gradazione responsabile delle priorità, la trasparenza dei comportamenti amministrativi e professionali, la guerra senza quartiere al clientelismo e ad ogni forma di abuso.
Si tratta, insomma, di un approccio politico e non meramente burocratico e contabile alla complessità dei problemi del mondo sanitario. E’ questa la rivoluzione che il Governatore ha in mente.
Per farla, serve innanzitutto accorciare il più possibile i tempi di rientro del debito. Egli fissa la scadenza a fine 2017. Ma serve soprattutto che da subito la responsabilità della gestione, seppure sotto forma di commissariamento, torni in capo alla Regione. Perché non si può distinguere tra programmazione politica generale della Sanità e singoli pezzi di attuazione del programma. E’ come se il cervello desse l’impulso dei movimenti agli arti naturali ed incontrasse quotidianamente l’ostacolo di un arto artificiale comandato da un altro pianeta.
Le ultime indiscrezioni danno il ministro Lorenzin soccombente rispetto alla volontà del Presidente del Consiglio e del Pd di nominare De Luca commissario. E non si tratterebbe di una concessione al Governatore, come pure si è scioccamente semplificato, in cambio dell’appoggio a Renzi alle Primarie. De Luca ha fatto la sua scelta di campo in tempi non sospetti, molto prima dello stesso Referendum. E comunque non subordina, per carattere, le ragioni del suo ruolo istituzionale a quelle delle correnti di partito. Solo chi non conosce l’uomo, o strumentalizza, arriva a simili conclusioni.
La verità è che anche nel Pd, Renzi in testa, si vuole mettere alla prova De Luca su un terreno così scivoloso come la Sanità. Farà bene, sarà stato merito delle sue capacità. Fallirà, nessuno potrà più imprecare né contro il governo né contro il Pd.
Insomma, sotto ogni punto di vista, la nomina a commissario appare la soluzione più ragionevole. Il ministro Lorenzin se ne farà una ragione.