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Buongiorno

25.01.2019 - Buongiorno Campania

Sanità, informazione e 5 Stelle: ecco due esempi di come sappiamo farci del male

È un mondo strano, il nostro. E in questo mondo di stranezze l’editoria e il giornalismo fanno la loro parte in perfetta coerenza con tutto il resto.

Un esempio. Sono anni che giustamente lamentiamo gli effetti devastanti provocati dal blocco del turnover nella Sanità della Campania. Sull’argomento sono stati versati fiumi d’inchiostro. Poi accade finalmente, come è accaduto tre giorni fa, che il Governatore di questa Regione, Vincenzo De Luca, firmi i decreti per 7.600 assunzioni – tra medici, infermieri e una minima parte di amministrativi – e la notizia o vien data senza il giusto risalto oppure, peggio, viene utilizzata per ricamarci su considerazioni d’altra natura e per di più strumentalmente fondate su dati falsi.

Quando si dice che in Campania, e più generalmente nel Sud, siano bravissimi a farci del male, si afferma in effetti una grande verità. Ora, è certo che quelle 7.600 assunzioni non riusciranno a colmare il deficit di organico che abbiamo nelle strutture ospedaliere della nostra regione. Negli anni di blocco del turnover i posti persi per pensionamenti e non rimpiazzati sono circa il doppio di quelli che saranno coperti con i decreti firmati da De Luca. Epperò, vivaddio, si tratta di molto più d’una boccata d’ossigeno. Sicuramente è la spinta che serviva anche per migliorare e stabilizzare la performance dei livelli essenziali di assistenza. Negli ultimi tre anni, seppure in condizioni svantaggiate, sono stati recuperati oltre 50 punti: più personale, se ben amministrato, significa davvero – come sostiene De Luca – che la Sanità campana può candidarsi a modello nazionale di efficienza.

Siamo bravi a farci del male, noi del Sud. Ancora per restare in ambito sanitario, che è materia sensibile, proprio dal Sud – precisamente dai 5 Stelle della Campania – è partita la proposta, recentemente diventata legge, di rendere incompatibile la carica di presidente di giunta regionale con quella di commissario per il rientro del debito sanitario. La logica che ha partorito la norma è una ed una soltanto: punire il Governatore della Campania perché sta facendo bene il suo mestiere di commissario per la Sanità. Ci sono le elezioni tra un anno e qualche mese: perché consentire a De Luca di vincere la madre di tutte le battaglie qual è, appunto, quella della Sanità?

Sacrificare gli interessi collettivi sull’altare della ragion di partito, insomma. Ma questa non era roba della Prima Repubblica? È così che viene declinato il cambiamento promesso?
Proprio vero: è un mondo strano, il nostro. Quello politico è addirittura stranissimo.