menu

Buongiorno

14.07.2017 - Buongiorno Campania

Sanità: ora De Luca elimini le “porcherie clientelari”

Buongiorno, Campania.
Sono stato tra i più convinti sostenitori della necessità che il Governatore De Luca venisse nominato commissario per il rientro del debito sanitario. Nell’archivio di questo blog, alla voce Buongiorno, ci sono molti articoli e commenti al riguardo.

Ora che De Luca finalmente e giustamente l’ha spuntata, però, è legittimo attendersi che egli prenda il toro per le corna, come s’era impegnato a fare e come è indispensabile che si faccia se vogliamo fondatamente sperare che la qualità dell’assistenza in Campania, oggi in fondo alla classifica nazionale, conquisti livelli adeguati di “civiltà”.
Oltre tutto il presidente della Regione ha scommesso tutto proprio sulla Sanità. E’ stata la sua grande sfida fin dalla campagna elettorale. E se ne comprendono i motivi: la Sanità assorbe il 70 per cento del bilancio regionale, il minimo che i cittadini possano chiedere è che venga garantito loro almeno il diritto di morire per volontà di Nostro Signore e non per mano degli uomini, leggi pure ospedali che non funzionano come dovrebbero e aziende sanitarie locali che spendono troppo e ci curano male.

Non abbiamo titoli per consigliare a De Luca quali politiche e quali strategie sarà meglio mettere in campo per cogliere l’obiettivo assai ambizioso che si è prefisso: portare la Campania ai primi posti per qualità dell’assistenza.
Vogliamo piuttosto ricordargli un’espressione molto forte ch’egli ha spessissimo usato per rappresentare una delle cause che hanno determinato nella nostra regione sprechi di danaro pubblico per l’arricchimento di non pochi mascalzoni e, per altro verso, concessioni di carriere facili a figure professionali di diverso rango, dagli infermieri ai primari sia delle aziende ospedaliere che delle Asl. L’espressione usata da de Luca è: “porcherie clientelari”.

Le porcherie clientelari – lo sa bene il Governatore – si consumano attraverso i concorsi pilotati e gli affidamenti di incarichi a persone che, semplicemente, non sono all’altezza del compito. La letteratura sanitaria campana (non solo campana, in verità, ma qui si esagera) è piena zeppa di manine politiche che si allungano all’interno dei concorsi e delle promozioni per fini elettoralistici e, non di rado, per fini più prosaicamente sessuali.
Sono visibili ed incalcolabili i danni, economici e morali, derivati dalla pratica delle porcherie clientelari così efficacemente definite dal Governatore.

Sarebbe un buon inizio della promessa “rivoluzione” se De Luca, con il suo greve ma sano pragmatismo, lanciasse un segnale “urbi et orbi” nel clima di impunità e di rassegnazione che avvolge e copre molte, troppe “porcherie clientelari” in tutti gli angoli della sanità campana.