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Buongiorno

02.06.2018 - Buongiorno Italia

Sarà Governo del Cambiamento se cambia il Sud

Luigi Di Maio, vicepremier e titolare del superministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, sa molto meglio di tanti suoi avversari politici che non sarà certo il reddito di cittadinanza, se e quando diventerà un fatto concreto, la panacea dei mali (soprattutto) del Mezzogiorno d’Italia. È una misura che decisamente serve e che in molti Paesi europei già viene praticata. Piuttosto, è indispensabile che da noi venga “manovrata con cura”, per evitare usi e abusi non in linea con i sani principi che la ispirano. E c’è da scommettere che Di Maio ne abbia piena e responsabile consapevolezza.

Ciò detto, ben altro si attende il Sud dal Governo del Cambiamento del M5S e della Lega. Per farla breve, si attende tutto ciò che non c’è scritto, ma appare sottinteso, nelle sole nove righe del “contratto” dedicate al Mezzogiorno. In buona sostanza, il non scritto epperò dato per scontato, è che il Sud dovrà essere messo in condizioni di agevole competitività con il resto dell’Italia e dell’Europa. Che in termini pratici significa infrastrutture materiali e immateriali adeguate, sostegno all’innovazione, affermazione della legalità attraverso una guerra senza quartiere, dunque con più uomini e più mezzi, alla mafia, alla ‘ndrangheta e alla camorra.

Insomma, se il Governo del Cambiamento vuole effettivamente cambiare il Sud è indispensabile che si facciano le cose di cui si parla da lustri, che sono addirittura scontate e che però sono rimaste scritte nei programmi di centrosinistra e di centrodestra che si sono sin qui alternati.
È possibile che ciò avvenga proprio oggi con la presenza forte della Lega nel governo? È sufficiente aver tolto dal simbolo della Lega la parolina Nord? La partita del M5S si gioca tutta su questo terreno. È nel Mezzogiorno d’Italia che il Movimento ha sfondato oltre ogni più ottimistica previsione. Ed è qui che la Lega di Salvini ha sottratto soprattutto a Forza Italia quella inattesa percentuale di voti che ha contribuito a consentirle il sorpasso all’interno della coalizione di centrodestra.

C’è un ministero del Sud nel nuovo governo. Ed è meridionale della Puglia il nuovo ministro. Come meridionale, ancora di origini pugliesi, è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Difficile dire se tutte queste condizioni favorevoli siano o meno sufficienti per dare sostanza al Cambiamento nelle regioni del Paese che maggiormente soffrono la piaga della disoccupazione e dell’emigrazione. Con certezza si può dire che se Di Maio e Salvini non vinceranno la battaglia sul fronte Sud perderanno la guerra nell’intero Paese.