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Buongiorno

14.02.2018 - Buongiorno Campania

Se Renzi chiama “mariuoli” i Cinque Stelle...

Buongiorno, Campania.
Matteo Renzi era una grande speranza per il Pd e per l’Italia. Poi – ed è un vero peccato – è diventato una grande delusione, ancora per il Pd e soprattutto per l’Italia.

Ora, quando mancano 18 giorni alle elezioni, c’è un’aggravante: non ne azzecca più una.
In verità, già non l’aveva azzeccata quando incoraggiò la formazione di liste estranee al Pd e con le quali coalizzarsi. La furbata poggiava tutta su una condizione: quelle liste (Bonino, Lorenzin, Insieme) dovevano superare l’1% e non oltrepassare il 3% di consensi nel proporzionale. Alla verifica di quella condizione, infatti, la porcata di legge con la quale ci costringono ad andare a votare prevede che tutti i consensi raccolti dalle liste alleate vadano ad appannaggio del partito maggiore della coalizione. Nella fattispecie, del Pd.

Accade, invece, che gli ultimi sondaggi diano la lista Bonino con ottime possibilità di superare il 3%, Insieme di sicuro sotto l’1, e Civica Popolare della Lorenzin sempre più tendente a far compagnia a Insieme. Significa, se continua così, che il Partito Democratico non acchiappa nemmeno un voto di quelli preventivati grazie al marchingegno truffaldino del Rosatellum.

Ma Renzi non è mai pago di scelte masochistiche. Come se non fosse bastata l’infelice idea di candidare la Boschi con ben quattro paracadute (non sia mai detto cade e si fa male!), ha individuato come principale bersaglio di strategia elettorale il Movimento 5 Stelle. E ci potrebbe anche stare tutta se non avesse scelto come campo di battaglia proprio la questione morale.

Riferendosi ai Cinque Stelle per i pochi casi di “rimborsopoli” accertati, Renzi ha detto che ricordano Craxi con il “mariuolo” Mario Chiesa. Ora, siamo seri: vi pare normale che con tutti i problemi che il Pd si ritrova proprio sul piano dell’etica politica il leader si mette a fare lo spiritoso con l’unico partito che avrebbe molto da insegnare?

La risposta a Renzi è arrivata ieri anche dalla Campania, dove i Cinque Stelle “rischiano” di sfondare tutto a danno del Pd. È solo sfiga?