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Buongiorno

10.05.2017 - Buongiorno Irpinia

Se ci scappa il morto, interrogate il sindaco Cobino

Buongiorno, Irpinia.
Le poche righe di questa lettera aperta sono indirizzate al sindaco di Grottaminarda, Angelo Cobino, ma potrebbero essere spedite a tutti quei sindaci della provincia di Avellino che non sentono, o fingono di non sentire, le legittime e garbate proteste dei cittadini per i piccoli, grandi problemi quotidiani che non vengono opportunamente affrontati e risolti.
Caro Angelo Cobino, dunque.
Ti do del tu e ti chiamo caro perché la nostra conoscenza antica si è via via negli anni trasformata in amicizia. Un’amicizia, non è superfluo sottolinearlo, disinteressata per entrambi e piuttosto solidamente fondata sulla reciproca stima.
Mi vedo costretto a dire pubblicamente ciò che molte, troppe volte ti ho detto in privato proprio perché sono trascorsi almeno due anni senza che sia arrivato alcun cenno di risposta ai problemi di evidente degrado in cui versa Parco Sciarappa, quartiere nel quale dimoro con la mia famiglia e che conta ben settecento anime.
Non ti ho chiesto di fare miracoli, ben sapendo che i sindaci operano in condizioni oggettive di grandissimo disagio e meriterebbero la medaglia al valor civile se già soltanto riuscissero a far fronte all’ordinaria amministrazione.
Ti ho semplicemente chiesto di porre almeno rimedio allo stato di pericolo costante cui sono esposti gli abitanti del quartiere, innanzitutto i bambini, per l’assenza di marciapiedi lungo gran parte delle strade.
Ti ho fatto anche notare che il problema è reso ancora più grave da comportamenti individuali decisamente censurabili, come la guida delle autovetture a velocità insostenibili per un’arteria interna con visibilità insufficiente e per di più sconnessa.
Dopo due anni di attesa – parlo del tempo decorso dalla mia denuncia – l’Amministrazione comunale ha installato qualche segnale di limite di velocità che – come mi insegni – serve a più a garantire il Comune rispetto ad eventuali azioni penali o civili che a tacitare la coscienza. Quei segnali stradali, insomma, sono un inno al nulla, dalle nostre parti altrimenti definito, nella sua versione più morbida, “presa per i fondelli”. Non servono quei segnali perché la loro osservanza potrebbe essere soggetta a verifica se ci fossero vigili urbani in servizio permanente effettivo nella zona. Cosa che, peraltro, nessuno si sogna di pretendere perché oggettivamente impraticabile.
Un’adeguata teoria di dissuasori avrebbe potuto risolvere la questione almeno in parte. Ignoro i motivi dell’inerzia dell’Amministrazione. Così come ignoro, da modesto osservatore, i motivi per cui Parco Sciarappa è illuminato di sera con pochi “lumini”, a differenza di zone periferiche e disabitate che abbondano – per dirla con Totò – di “candele” e “candelotti”.
Mi fermo qui per non annoiare te, caro Angelo, e soprattutto i lettori.
Avrai le tue ragioni, se possono chiamarsi ragioni, per fare orecchie da mercante. Ma segnalo pubblicamente alle forze dell’ordine, al Prefetto di Avellino e alla magistratura la situazione in costanza di pericolo pubblico a Parco Sciarappa. Se, malauguratamente, dovesse scapparci il morto, il sindaco non potrà dire che non sapeva.
Con l’affetto di sempre.
Franco Genzale