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Buongiorno

19.11.2017 - Buongiorno Irpinia

Se i ragazzi dell’Avellino-bene cominciano a dare fuoco ai clochard

Buongiorno, Irpinia. La notizia è stata riportata ieri dagli organi d’informazione locali. Venerdì sera, un clochard ucraino di 43 anni, di nome Oleg, ha rischiato di morire bruciato a causa di una bottiglia incendiaria che qualcuno gli ha lanciato addosso, mentre dormiva vicino ad un altro “barbone”, sotto il porticato della casetta-chalet in piazza Kennedy ad Avellino.

Il primo soccorso di una connazionale, l’allarme dei passanti e l’intervento dei vigili urbani hanno evitato la tragedia. L’uomo se l’è cavata con poche ustioni.

Non è la prima volta che Piazza Kennedy diventa teatro di violenze. Un episodio gravissimo fu registrato mesi fa, quando alcuni giovani di colore aggredirono con pugni e calci una coppia irpina, noncuranti che la ragazza fosse incinta. Stavolta è toccata ad un innocuo immigrato in stato di assoluta povertà.

Fanno specie, in questa seconda vicenda, due dettagli. Il primo è che gli autori dell’aggressione erano intenzionati ad uccidere, probabilmente soltanto per il “piacere” di uccidere, potendosi escludere il movente della vendetta. In via logica, infatti, cosa avrebbe mai potuto fare, e contro chi, un clochard?

Il secondo dettaglio, rilevabile dalla concordanza di diverse testimonianze, è che del gruppetto di giovanissimi dal quale è partita la bottiglia incendiaria facesse parte un ragazzo particolarmente ben vestito. Tutto da verificare, naturalmente, ma non è affatto peregrina l’ipotesi di una banda di studenti della cosiddetta Avellino-bene smaniosa di imitare le gesta delinquenziali degli allievi dello storico liceo “Virgilio” di Roma. Lì, nella Capitale, si “divertono” con video hard e bombe carta, ostentando goffamente un ideologismo distante anni luce dalle legittime rivendicazioni dei movimenti studenteschi. Qui, ad Avellino, se i sospetti dovessero trovare riscontri, saremmo costretti a scoprire che i ragazzi-bene si “divertono” andando oltre: dando fuoco ai clochard.

Forse è tempo di tenere gli occhi più aperti: tra le forze dell’ordine e in famiglia.