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Buongiorno

23.03.2018 - Buongiorno Campania

Se il Governatore De Luca “scivola” sui Cinque Stelle

Buongiorno, Campania.
È capitato, grazie a Dio solo di rado, che qualche lettore mi abbia classificato “deluchiano”, in verità sempre con toni molto garbati. E tanto per via dei miei apprezzamenti sull’operato amministrativo del Governatore, seppure non siano ancora maturi – quindi visibili – i frutti di una semina intensa, peraltro in un campo, come quello della nostra regione, fortemente condizionato da scelte del passato non proprio oculate, oltre che da politiche del governo centrale molto avare sia nei confronti della Campania che dell’intero Mezzogiorno.

Vale aggiungere, peraltro, che l’esplosione di consensi a favore dei Cinque Stelle il 4 marzo è in gran parte spiegabile proprio con la insufficiente attenzione verso il Sud che hanno avuto tutti i governi, di centrosinistra e di centrodestra, dall’Unità d’Italia in poi.

Ciò detto, rivendico con orgoglio la mia non appartenenza ad alcuna forza politica, men che meno ad alcun politico. Chi mi conosce quel tanto che basta sa che con i politici ho sempre avuto un rapporto conflittuale. Niente di “eroico”, per carità: semplicemente credo che questa sia la giusta relazione tra chi fa politica e chi fa il giornalista.

Tuttavia, non potrei negare che nutro stima e simpatia per Vincenzo De Luca. In passato ne ho avute anche per Ciriaco De Mita e per altri politici di diversa estrazione: Modestino Acone e Michele D’Ambrosio, ad esempio. Oppure Salverino De Vito e Gerardo Bianco. Più recentemente per Mara Carfagna e Stefano Caldoro. Oppure Mario Monti e Matteo Renzi.

È anche normalissimo che si possa cambiare opinione, ovvero che la stima scemi o scompaia del tutto, naturalmente assieme alla simpatia. L’importante, dal mio punto di vista professionale, è che ciò avvenga per valutazioni di carattere squisitamente politico, mai personalistiche.

In ogni caso, nutrire stima e simpatia verso un politico in nessun modo significa subirne il condizionamento quando si esprime una opinione su un determinato episodio. Sicché, pur continuando ad avere un giudizio molto positivo sul politico De Luca, non ho affatto apprezzato alcune sue sortite alla direzione regionale del Pd di martedì scorso. In particolare, ritengo completamente fuori dalla realtà, oltre che decisamente sconce, le affermazioni secondo cui la vittoria dei Cinque Stelle in Campania sia stata determinata da “forze oscure che si sono messe in movimento”, insinuando addirittura la presenza della manina della camorra.

Un’analisi del genere non fa onore all’intelligenza di De Luca, suona come un’attenuante generica quanto inutile di un fallimento incontestabilmente netto e chiaro che è del Pd, in tutte le sue articolazioni e in misura particolare del Nazareno e della sua rappresentanza governativa centrale.

Insomma, non mi è affatto piaciuto che il Governatore abbia alzato il tiro verso i Cinque Stelle soltanto per distrarre dall’obiettivo veramente responsabile dalla disfatta elettorale. Non è certo in questo modo, in ogni caso, che si recupera il consenso degli elettori. Anzi, sono certo che questo è il modo peggiore. E spero, con estrema sincerità, che De Luca si ravveda, corregga il tiro e torni alle sue genuine ispirazioni rivoluzionarie che ne fanno un ottimo sindaco e un Governatore potenzialmente in grado di cambiare la Campania.