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Buongiorno

23.01.2019 - Buongiorno Irpinia

Se il Pd non aiuta a farsi capire

Visto dall’esterno, interessa veramente poco se a vincere il congresso nazionale Pd sarà Nicola Zingaretti oppure Maurizio Martina. Ed ancor meno interessa se al congresso regionale della Campania la spunterà Annunziata, come pare probabile, oppure Del Basso de Caro o la Filippelli.

Visto dall’esterno, quindi al netto di pur legittime ragioni di parte, interessa piuttosto sapere quale Partito Democratico uscirà dal congresso nazionale, da quello regionale e, magari, da un congresso irpino che non è in calendario ma che sarebbe quanto mai auspicabile considerata la platea di iscritti parzialissima, e per di più in parte fasulla, che ha eletto l’attuale gruppo dirigente.

Interessa saperlo, anche a chi non è iscritto al Partito Democratico, perché c’è una larga fetta di elettorato – in Irpinia come in Campania e nell’intero Paese – che non vuole restare in eterno nell’area dell’astensione dal voto o non si riconosce nelle altre forze politiche (nessuna delle quali, peraltro, celebra congressi veri) del panorama italiano.

Fino ad ora, oggettivamente, non si è capito bene quale sia il partito di Zingaretti e quale quello di Martina. Men che meno quale sia il partito di Annunziata e quale quello di Del Basso de Caro o della Filippelli. Anzi, a ben vedere, il livello congressuale regionale sta facendo di tutto per confondere le idee a chi – a vario titolo – è interessato a capire.

Un esempio? Dei quattro candidati alla segreteria regionale, uno – Visconti – si è ritirato. Niente di anormale, per carità. Le stranezze cominciano quando Visconti, che è dello schieramento di Zingaretti, si ritira e annuncia che sosterrà Annunziata, che è della cordata Martina, e non la Filippelli, che invece è della corrente di Zingaretti, proprio come Visconti. Scusate la ripetizione dei cognomi, ma serve – anch’essa – a restituire lo stato di confusione politica che abbiamo sotto gli occhi.

Un altro esempio? L’ex senatore irpino Enzo De Luca può dire senza problemi, soprattutto senza che nessuno lo spernacchi, che egli sta con Zingaretti per le Primarie nazionali e con Annunziata (che è schieramento Martina) alle regionali.

Due esempi che fanno (ri(nascere) spontanea la domanda: ma c’è o non c’è una qualche differenza tra il Pd che vuole Zingaretti e il Pd che vuole Martina? C’è? E allora qual è il senso delle scelte di Visconti da una parte e di De Luca (ex senatore) dall’altra? Non c’è differenza? E allora perché tanto casino, perché ben sette candidati, altri cinque oltre Zingaretti e Martina?

Così non si aiuta a capire. E se non si capisce, perché mai scegliere Pd?