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Buongiorno

01.10.2017 - Buongiorno Irpinia

Se in Irpinia il Pd ha più tesserati che voti

Buongiorno, Irpinia.
Tesseramenti gonfiati e palloni politici che si vanno sempre più sgonfiando alla prova della cifra etica di cui sono effettivamente gonfi.
È l’immagine in trasparenza che il Partito Democratico irpino ha offerto di sé nella settimana cruciale, quella appena decorsa, che avrebbe dovuto preparare - con le nuove iscrizioni, appunto - la platea del congresso provinciale in programma per fine ottobre.

Il paradosso, in Irpinia e altrove, è quello di un partito che nei sondaggi sulle intenzioni di voto è ancora accreditato come la prima forza politica del Paese, ma che continua a mandare in scena spettacoli di discutibilissimo gusto.
In provincia di Avellino non si era mai assistito prima alle oscenità politiche offerte dal Pd negli ultimi tempi. Sarebbe più giusto dire offerte da questa classe dirigente del Pd, posto che ogni partito, nella sostanza delle cose, è soprattutto di chi lo vota. Ma intanto il Pd questa classe dirigente se la tiene stretta e cara, per cui la responsabilità di quanto accade è, nei fatti, del partito in quanto tale.

Non si era mai visto in provincia di Avellino, che pure è terra altamente politicizzata, che la guerra tra bande arrivasse a punto di degrado così basso da indurre un mercanteggiamento di tessere come quello andata in onda nei tre giorni utili decisi dal commissario della Federazione.
Tessere “consigliate” via sms e “chirurgicamente” tagliate su misura delle pazienti. Tessere “vendute” in pizzeria o al bar o in conceria od anche telefonicamente con un semplice bip. Tessere uscite dal cilindro. Altre uscite dalle mutande, nel senso che anche il sesso dà una mano alla causa. Tessere piovute dal cielo come manna.
Con un risultato più tragicomico, invero, che scandaloso: in diversi paesi irpini si sono contate più tessere Pd che voti storici al Pd.

Il malcapitato (da queste parti) onorevole David Ermini, inviato dal Nazareno per tacitare gli spiriti bellicosi della tribù irpina, ha dovuto vivere la sensazione di trovarsi in una gabbia di matti. E la sensazione deve essere diventata assoluta certezza quando ha scoperto, ad esempio, che in provincia di Avellino si sono iscritte al Pd, in soli tre giorni, il doppio della somma delle persone che si sono tesserate nello stesso arco temporale nelle provincie di Firenze, Bologna e Modena.
L’Irpinia, dunque, epicentro d’una inedita esplosione di voglia politica, per di più tutta voglia Pd: come se l’acronimo del Partito Democratico si fosse autotradotto in “Passione dirompente”.
Insomma, un nuovo Big Bang renziano: con la sola novità d’essersi manifestato sulle sponde del Calore anziché dell’Arno. Quasi a voler dire, parafrasando, “Chi per questi fiumi va, questi pesci piglia”.

Dicono di Ermini che sia persona di lodevole intelligenza e di notevole sensibilità politica. C’è da sperare che sia anche abbastanza saggia da consigliare a Matteo Renzi di mantenere il commissario ad Avellino almeno fino alle elezioni politiche. Un congresso con questo modo banditesco di fare tessere potrebbe riservare qualsiasi sorpresa. Bene che vada, la sua celebrazione nelle aule giudiziarie.