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Buongiorno

07.04.2017 - Buongiorno Irpinia

Se la politica irpina chiedesse "consigli" a Dragone e a Capossela

Buongiorno, Irpinia. Mentre il Progetto Pilota dell’Alta Irpinia consuma la sua idea originaria tra feroci polemiche della politica locale, inconfessabili interessi di incalliti capiclan, e contenuti e tempi di realizzazione, rispettivamente, sempre più vaghi e incerti, Franco Dragone - senza fronzoli e pinzillacchere - annuncia per maggio l’apertura della Scuola dei mestieri dello spettacolo nella sua Cairano. Sempre in Alta Irpinia siamo. Ma con la sostanziale, palpabile differenza che passa tra la politica delle chiacchiere e il sano, inaspettato pragmatismo della Cultura.
Il regista ed ex direttore artistico del Teatro Festival di Napoli ha annunciato l’iniziativa in un’intervista raccolta da Davide Cerbone per "Il Mattino".
In rapida sintesi. La Scuola delle arti e dello spettacolo nascerà in un ex asilo ristrutturato e ricomprenderà un discreto numero di "residenze ricavate in un vecchio campanile e in alcune abitazioni che furono danneggiate dal sisma". Qui saranno insegnati "tutti i mestieri dello spettacolo dal vivo: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla direzione. E saranno formati anche costumisti, sarti, scenografi, critici, comunicatori". La previsione è di cinquanta studenti l’anno. Per il primo biennio i corsi, che partiranno ad ottobre, saranno gratuiti. Per di più, gli allievi potranno impegnarsi nei progetti di Dragone: teoria e pratica, una formazione integrata che nel giro di pochi anni renderà disponibili figure professionali di settore oggi carenti, secondo le informazioni fornite dallo stesso Maestro. Infine, il riconoscimento del titolo: "Stiamo dialogando con il Miur e con le università", garantisce Dragone.
Insomma, la buona notizia di un progetto decisamente ambizioso, come chiosa l’autore dell’intervista, che potrebbe trasformare l’ex epicentro del sisma dell’80, “i paesi dei coppoloni" di Vinicio Capossela, "nell’epicentro della formazione artistica nel Mezzogiorno".
Una buona, anzi ottima notizia che fa nascere spontanee due domande.
La prima: come si spiega che la politica locale, di tutti i colori e dei diversi livelli istituzionali, non abbia mai pensato di rivolgersi ad autentici geni irpini del mondo artistico - quali Capossela e Dragone, giusto per citare quelli più "sottomano" - per inserire qualcosa di originale e interessante nei programmi di sviluppo di un territorio che si vuole valorizzare?
La seconda: considerato che sia Vinicio Capossela che Franco Dragone spontaneamente stanno offrendo un contributo di idee eccellenti per promuovere in Alta Irpinia iniziative di sicura valenza culturale e, insieme, produttiva, c’è qualche rappresentante della politica irpina disposto ad impegnarsi per sostenere quei progetti nelle sedi istituzionali competenti?
Sono gradite risposte.