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Buongiorno

28.07.2017 - Buongiorno Italia

Se la politica sbarra la porta ai lecchini (e agli ignoranti)

Buongiorno, Italia.
Se le parole della politica – o, meglio, dei politici – diventassero fatti, moltissimi problemi si risolverebbero in automatico. E’ da tempo immemorabile che si parla di qualità della classe dirigente come pre-condizione della buona politica. Il problema, a quanto risulta, non è stato nemmeno seriamente affrontato. Ogni tanto parole che si aggiungono a parole. Poi il silenzio, cui inevitabilmente segue l’oblio fino a quando qualcuno non torna a pronunciare, stucchevolmente, le medesime parole di chi l’ha preceduto. Ancora e sempre con l’effetto del medesimo ritornello amabilmente trasferito da Mina nella deliziosa canzoncina di successo planetario: “Parole, parole, parole... soltanto parole...”.

Ora ci prova, anzi ci riprova, Matteo Renzi. Pare che al leader del Pd sia tornata la voglia di rottamare: stavolta non consultando il registro dell’anagrafe, o almeno non soltanto quello, ma anche, opportunamente, esaminando con maggior rigore le persone-personalità da selezionare per proporle agli elettori in vista delle prossime politiche.
Come tutti gli italiani dotati di un minimo di buon senso, Renzi sa perfettamente che abbiamo un Parlamento decisamente inadeguato ai compiti delicati e complessi che la Costituzione gli assegna. Troppi inquisiti, troppi nullafacenti, ma soprattutto troppi ignoranti. C’è gente alla Camera e al Senato che andrebbe sottoposta ad una prova d’alfabetismo un pochino più severa dell’apposizione della firma in calce a documenti che a stento si sanno leggere, figurarsi ad interpretarli.
Eppure, il peggio non è in questa pur diffusa categoria politica che si dimena senza bussola tra i congiuntivi fino a inciampare rovinosamente nel ridicolo. Il peggio è la categoria dei “lecchini”, di quelli che annusano la convenienza di stare da una parte oppure dall’altra e leccano i piedi al padrone di turno per raggiungere lo scopo.

Renzi ha scoperto il gioco osceno delle correnti interne al suo partito e sembra deciso a fronteggiarle una volta per tutte: “In politica tanti leccano e nemmeno questo va bene”, ha detto ieri l’altro a Brescia accennando alla necessità, in vista delle prossime elezioni, di coinvolgere quanta più gente possibile esterna al partito.
Ci sarebbe da attendersi, come conseguenza logica, che Renzi cominciasse a far pulizia dai tanti, troppi lecchini che si ritrova tra i piedi e che, per di più, sono anche incapaci. Ma lo farà? Va benissimo eliminare le correnti, purché non si salvi la propria. La sfida è tutta qui: nella volontà di rischiare senza barare.
Oltre tutto, puntare finalmente su candidati estranei agli apparati dei partiti e al sistema del carrierismo politico è anche l’obiettivo di Giuliano Pisapia, ossia dell’unica personalità in grado, oggi, di ricostruire assieme a Renzi un centrosinistra saldamente unito e vincente.
Chissà che la politica, lungo questa direzione, non ritrovi la capacità di coinvolgere di nuovo l’attenzione e l’interesse dei cittadini di buona volontà.