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Buongiorno

25.11.2017 - Buongiorno Italia

Se le alleanze politiche finiscono davanti al notaio

Buongiorno, Italia.
Il decreto legislativo che disegna la nuova mappa dei collegi elettorali è stato varato. Potrà subire qualche lieve modifica in Parlamento, cosa peraltro molto improbabile. È certo, in ogni caso, che da subito partirà il gioco delle eventuali coalizioni, quindi delle candidature, in vista delle politiche che quasi certamente si terranno a marzo.

Sul fronte delle alleanze, l’unica cosa sicura è che il Movimento 5 Stelle correrà da solo. Per il resto, da destra a sinistra, potrà accadere di tutto, perfino il ribaltamento di scenari sin qui considerato immutabili. In politica “mai dire mai”.

Piuttosto, sta facendo discutere la richiesta avanzata da Salvini a Berlusconi di firmare il patto, davanti al notaio, che le cose che si faranno dopo le elezioni sono quelle che si stabiliscono prima di andare alle urne.

È una evidentissima manifestazione di diffidenza verso l’alleato. Il leader della Lega, insomma, teme, che il leader di Forza Italia stia bluffando e che, effettivamente, abbia intenzione, ad urne aperte, di fare maggioranza con il Pd, ammesso e non concesso che ci siano i numeri per arrivare al 51 per cento.

Si è molto ironizzato sulla sortita di Salvini. Eppure essa rileva un dato di fatto assolutamente reale. Cosa insegnano gli oltre 600 cambi di casacca registrati nel corso dell’attuale legislatura se non, per dirla con la buonanima di Andreotti, che a pensar male si fa peccato ma a volte la si azzecca?

Il problema del trasformismo individuale di gruppo esiste ed è, purtroppo molto spesso, causa di ingovernabilità. Sempre, comunque, è tra le principali cause della sfiducia dell’elettorato nella politica. Non si può dire dignitoso lo spettacolo di gruppi politici che passano dal centrodestra al centrosinistra, e viceversa, con una disinvoltura decisamente vergognosa. Metteteci pure che quegli stessi gruppi ritengono di poter salire in cattedra a predicare la moralità della politica e non pare servano altri commenti.

Tuttavia, sembra che i partiti non abbiano alcuna intenzione di farsi carico della necessità di modificare comportamenti inaccettabili. E allora, in attesa che si rinsavisca, ben vengano i “patti dal notaio” evocati da Matteo Salvini. Sarebbero la riprova di quanto sia caduta in basso la politica: ma per colpa di chi si mette in condizione di non essere credibile ed affidabile, non certo di Salvini.