menu

Buongiorno

06.11.2018 - Buongiorno Irpinia

Se le mogli (stupide) dei politici se ne stessero buone e zitte...

Siamo consapevoli tutti della grande rivoluzione introdotta da Facebook nella comunicazione. Nella stessa misura abbiamo coscienza, tutti eccetto gli idioti, che l’abuso di Facebook fa danni. Per abuso intendo la pessima abitudine di scrivere a vanvera: fatti non circostanziati, giudizi su eventi e persone non sostenuti da solidi ragionamenti, meschine vendette trasversali consumate con lo stile allusivo tipico dei camorristi e delle camorriste.

Ho scritto camorriste. Come nella camorra propriamente detta le donne hanno conquistato sempre più spazio, soprattutto per necessità visto che i mariti sono reclusi nelle patrie galere, infatti, anche in ambito politico – mi riferisco specificamente all’Irpinia – capita di assistere sempre più spesso all’occupazione da parte di alcune signore – signore si fa per dire – degli spazi propri dei mariti che fanno politica.

Ora, considerato che – a differenza dei mariti camorristi – qui i mariti politici non stanno in galera, o almeno ancora non ci sono finiti, davvero non si comprende la necessità (e l’utilità) di farsi sostituire dalle mogli, non solo nelle relazioni politiche, che richiedono quanto meno un tantino di competenza, ma anche nella comunicazione, attività sempre molto scivolosa quando non si ha sufficiente confidenza con i congiuntivi e, ancora peggio, quando si confonde la libertà di critica con la gratuita calunnia.

Nella mia lunghissima attività giornalistica ho conosciuto tantissime mogli di politici: mogli di capi di governo, parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, assessori, consiglieri comunali, presidenti di Provincia e via discorrendo. E confesso che nella quasi totalità ho potuto apprezzarne soprattutto la dote di saper stare correttamente al proprio posto, senza mai invadere il campo e il ruolo dei mariti.

Ho avuto, ahimè, anche la sventura d’imbattermi nella stupidità allo stato brado incarnata da alcune mogli di politici. Una stupidità resa ancora più insopportabile dall’indole rozza di certe signore – signore si fa sempre per dire – convinte che con i soldi, peraltro accumulati chissà come, si può comprare tutto: il buon senso, l’educazione, la cultura, le persone.

Proprio in questi giorni imperversa su Facebook la furia di quella stupidità, per di più condita – come dicevo avanti – di stile comunicativo camorristico. È la reazione inconsulta, seppure inviata in busta senza indirizzo, alla narrazione delle miserie politiche di questa provincia che il sottoscritto sta facendo su Orticalab. È la reazione di mogli stupide, cresciute e viziate negli abissi dell’ignoranza, educate alla cartomanzia tanto al chilo e all’attività fattucchiera, roba da psichiatria antropologica che nemmeno Cesare Lombroso sarebbe riuscito a decifrare.

Ma tant’è. Un aforisma abusato, che peraltro non ho mai condiviso, suggerisce che dietro i grandi uomini ci siano sempre grandi donne. Credo sia vero, invece, che più piccoli sono gli uomini politici, tanto più stupide sono le loro mogli. La convivenza sarebbe diversamente impossibile.