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Buongiorno

16.05.2017 - Buongiorno Irpinia

Sequestro Scuola “Cocchia”: viva il Gip, abbasso il genitore-ingegnere

Buongiorno, Irpinia. Non si chiude un caso, ad Avellino, che già ne scoppia un altro.
Per una decina di giorni ha tenuto banco il “giallo” delle intimidazioni al comandante dei vigili urbani, Michele Arvonio, per la storia della gara dei parcheggi. Ieri pomeriggio la conclusione della vicenda amministrativa, con l’apertura delle buste, mentre si attendono gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria per risalire agli autori delle minacce telefoniche.
Intanto, appunto, il capoluogo già offre altra materia per persuaderci – se mai ce ne fosse ancora bisogno – che siamo destinati a campare nel dubbio. Alle tante ombre del “giallo Arvonio” si aggiungono ora le nebbie del “caso Cocchia”.
La scuola media “Enrico Cocchia” - come si ricorderà – fu chiusa e messa sotto sequestro per un “diffuso rischio di sfondellamento (si dice proprio così) dei solai”. Sono stati fatti lavori per un importo di circa 40mila euro, naturalmente a passo di lumaca, secondo i ritmi dell’Amministrazione comunale, ma a tutt’oggi il Giudice delle indagini preliminari ha negato la richiesta di dissequestro.
La stranezza non è nella procedura giudiziaria. Se il Gip Gaetano Sicuranza – che è magistrato assolutamente preparato e rigoroso – ha ritenuto di rigettare l’istanza, è del tutto evidente che lo ha fatto perché, sul piano squisitamente legale, ha ravvisato elementi – poco importa se sostanziali o formali – in base ai quali non si può affermare che quella scuola sia sicura.
Ebbene, i genitori degli alunni della “Cocchia” dovrebbero essere i primi a mostrare gratitudine ad un giudice scrupoloso che, applicando la legge, garantisce la sicurezza degli studenti. Si è visto cosa è accaduto in altre parti d’Italia – non una ma diverse volte – quando gli edifici scolastici non hanno resistito a terremoti anche di entità meno che media. In una zona ad altissimo rischio sismico come l’Irpinia, la regola dovrebbe essere allerta massima sempre, cioè dovrebbe preoccupare – almeno ai fini delle verifiche tecniche – anche una lesione alle pareti apparentemente innocua.
Invece no. Ad Avellino accade che i genitori della “Cocchia” – vogliamo sperare solo in pochi – deleghino uno di loro, che per caso è anche ingegnere, alla protesta contro il Gip. Il quale ingegnere, per la cronaca, non afferma che l’edificio è finalmente ok dopo i lavori eseguiti, cosa che peraltro non potrebbe fare non essendo egli il tecnico incaricato del caso. Dice: “La scuola adesso sembra avere le carte in regola”.
Al genitore- ingegnere può “sembrare” tutto ciò che gli pare. A noi “sembra” che il Gip faccia bene a pretendere il rispetto rigoroso di ogni virgola della norma. Meglio avere uno studente vivo e sano che uno studente “scienziato” esposto al rischio di un edificio scolastico anche soltanto in teoria non perfettamente sicuro.