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Buongiorno

09.12.2017 - Buongiorno Irpinia

Sesso e potere. Anche l’Irpinia la sa lunga…

Buongiorno, Irpinia.
Sesso e potere. La relazione non è roba del terzo millennio. C’è sempre stata, nelle forme e nei modi adeguati ai tempi. In Italia, la miccia per l’esplosione mediatica del fenomeno l’ha fornita Berlusconi con le olgettine e le “nipoti” di Mubarak. Ma quanto altro “potere” è stato utilizzato per fini sessuali tra molestie e rapporti consenzienti in cambio di favori, a cominciare dalla facilitazione delle carriere nel settore pubblico? Ciò che viene a galla – garantiscono i sociologi – è soltanto la punta d’un iceberg di proporzioni inimmaginabili.

Ieri “Il Fatto quotidiano” ha raccontato due storie “esemplari”.
La prima è quella di un Consigliere di Stato di Bari, Francesco Bellomo, già magistrato ordinario, per il quale la giustizia amministrativa ha avviato il procedimento di espulsione. È accusato di vessazioni verso allieve e allievi dei corsi di esame per entrare in magistratura. In buona sostanza, tra i tanti stranissimi criteri di selezione dei borsisti, il docente ne aveva inserito uno decisamente morboso e, insieme, stravagante: l’indicazione, per le ragazze che egli stesso avrebbe sottoposto a colloquio e a visione, di indossare minigonne di una determinata lunghezza e calze d’un certo tipo, senza mancare di aggiungere il genere di trucco.

La seconda storia è quella del sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, 39 anni. I finanziamenti alle associazioni culturali, che in quella città abbondano, l’origine dei presunti ricatti sessuali di cui si sarebbe reso responsabile il sindaco (è accusato di tentata concussione continuata) nei confronti della vicepresidente di “Mantua me genuit”. Una lunga serie di chat sono inserite a corredo della denuncia presentata dalla presidente dell’associazione testé citata. Le più significative: “Sai che un’associazione a volte non va avanti senza il mio consenso. Cerca di attenerti alle regole”. Ancora: “Domani sera non mi dirai di no. Ti insegnerei un po’ di cose, sei una birichina e staresti bene sculacciata”. E poi ancora: “Credo che tu stia proprio bene messa a 90 da me dopo il tuo messaggio di ieri! Allora qualcuno ti s….! Chi è?”.

Ecco: il tenore dei “criteri” per la selezione dei borsisti, nella prima storia, e delle chat hot della seconda vicenda non scandalizzerebbe nessuno se non si trattasse di episodi riferiti all’uso del potere pubblico. Insomma, cavoli loro, ognuno si diverte come meglio crede, nell’ambito squisitamente privato.

Il vero problema è che di questo potere si fa uso e abuso a tutte le latitudini del nostro Bel Paese (e non solo). L’Irpinia non è un’eccezione alla regola. Piuttosto, qui più che altrove prevale un atteggiamento omertoso, specie in ambito politico, nel quale – peraltro – più diffuso è il fenomeno, almeno secondo le indiscrezioni che trapelano da ambienti beninformati. E del resto, le carriere di persone dalle quali non comprereste nemmeno una bici usata sono la prova eloquente di quanto sia stretta la relazione tra sesso e potere anche in questa nostra beneamata Irpinia.