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Buongiorno

22.02.2018 - Buongiorno Irpinia

Si vota. Identikit (e ricchezze) del “galoppino” politico irpino

Buongiorno, Irpinia.
Campagna elettorale, dalle nostre parti, per il voto del 4 marzo. Scene d’un film già visto tante volte. Remake di trame sempre uguali. Qualche faccia nuova, ma il grosso dei protagonisti e delle comparse è identico allo spettacolo della volta scorsa e dell’altra ancora.

È singolare, soprattutto, la stucchevole ripetitività del metodo. A parte la pubblicità murale – che stavolta, in verità, un po’ scarseggia – il lavoro del “galoppino” resta invariato.

Il “galoppino” è una figura ibrida: metà patetica e metà irritante. È cosa diversa dal militante: espressione ancora nobile dei partiti. E non è, il galoppino, un volontario mosso da chissà quali ideali politici. Egli non ha passione. Egli finge interesse per la politica. In realtà il suo unico, vero interesse è l’utilità personale che può trarre dal “trotto” in campagna elettorale.

Il “galoppino” è un raccoglitore di voti. Non per un partito, la qual cosa sarebbe già ai confini con la nobile missione del militante. Egli raccoglie voti per il suo “padrone”, o “padrino”, politico. E li raccoglie servendosi di tutto ciò di cui dispone.

Se riveste una carica istituzionale o paraistituzionale - chesso’, direzione di un’Asl, di un’Asi, presidente o membro del consiglio d’amministrazione d’una società pubblica – il galoppino promette di tutto in nome e per conto del padrone, o del padrino: che lo ha sistemato in quel posto.

Promette e fa di tutto: manovra un concorso, sostiene una promozione, affida laute consulenze, predispone rapide carriere. Il galoppino, in qualche senso, decide e gestisce le aspirazioni e la vita lavorativa di un numero indeterminato di famiglie: in qualche misura stabilisce il grado di benessere di un individuo e gruppi di individui.

Il galoppino non si applica in tutto ciò per niente. Il galoppino ci guadagna. Cosa? Quanto? Cittadini non galoppini d’Irpinia: guardatevi intorno nei vostri paesi, fate mente locale sui tenori di vita dei vostri compaesani, selezionate persone e famiglie che vivono al di sopra delle loro possibilità oggettive, ovvero le possibilità consentite dall’onesto mestiere che si fa. Per tutta sicurezza, verificate anche che le persone e le famiglie così selezionate non siano state baciate da una qualsivoglia dea bendata. Dopo di che, abbiatene certezza: avete quantificato cosa ci guadagna un galoppino facendo il galoppino.

Può essere, quello appena raccontato, un utile esercizio di civiltà e di civismo. Tanto più, cari cittadini d’Irpinia, se al galoppino che si presenta sull’uscio di casa vostra dite senza troppe cerimonie: “Galoppa altrove, oggi non è aria!”.