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Buongiorno

13.10.2017 - Buongiorno Irpinia

Sos “Iia”. Cosa bisogna chiedere al ministro De Vincenti

Buongiorno, Irpinia.
Torno doverosamente a scrivere, a distanza di soli due giorni, sulle difficoltà che sta vivendo Industria Italiana Autobus di Valle Ufita. Tra ricorsi alla cassintegrazione e commesse che tardano ad arrivare, il meno che si può e si deve fare è fornire concreta testimonianza di solidarietà ai 120 lavoratori della “Iia”. I quali, dopo anni di lotte e di sacrifici sono tornati nello stabilimento ma di nuovo avvertono la terra franare sotto i piedi.

Nascondersi la verità sarebbe una terapia peggiore del male: nelle condizioni attuali, questa azienda non ce la può fare. Mi spiace dover ripetere che scrissi le stesse cose all’atto della cessione dello stabilimento – a costo zero – da parte di Fiat a Stefano del Rosso, ma non si può esorcizzare la realtà facendo finta di non capire.

La mia opinione, oggi, è che si sta perdendo tempo. È illusorio, come fa Del Rosso, inseguire il miraggio delle premialità ai produttori di autobus che operano sul territorio nazionale. Lo ha già detto con chiarezza anche il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che pure ha mostrato grande sensibilità istituzionale nei confronti della “Iia”: l’attenzione della Regione c’è, però non si possono stravolgere le leggi e le regole del mercato.

Cosa fare, dunque? Ricette miracolistiche non ce ne sono. Tuttavia bisogna adempiere al dovere di affrontare il caso-Iia con serietà e concretezza. E l’unica sede possibile, allo stato delle cose, è quella politico-istituzionale, senza rinunciare alla mobilitazione provinciale che mai come ora si rende indispensabile.

Un’occasione utile è fornita dalla visita in Campania del ministro Claudio De Vincenti, prevista per lunedì ma poi slittata al 10 novembre per impegni istituzionali. Il suo programma già prevede un incontro con le maestranze della Iia. È evidente che non si potrà discutere in mezz’ora della complessità d’una questione che richiede ben altri approfondimenti. La circostanza di novembre, piuttosto, può servire a strappare un impegno, serio e concreto, per una riunione interministeriale (Mezzogiorno, Sviluppo Economico, Sottosegretariato Presidenza del Consiglio), in tempi strettissimi, con Regione Campania, Provincia di Avellino e rappresentanti di Confindustria e Sindacato, oltre al presidente di Iia naturalmente.

Oltre tutto, il “caso” è abbondantemente conosciuto a Roma come a Napoli e ad Avellino. Non servono processi né al passato né al presente. Serve la risposta ad una domanda solo apparentemente semplice: cosa si vuole fare della Iia e per la Iia?