menu

Buongiorno

17.06.2017 - Buongiorno Campania

Stazione Alta Velocità di Afragola: “Che figur’ ‘e mer…!”

Buongiorno, Campania. Ammettiamolo: nulla come certe espressioni dialettali napoletane riesce a dare il senso delle cose.

Prendete, ad esempio, l’espressione – che per rispetto agli stomaci deboli abbreviamo – “Figur’ ‘e mer…!”. Prendetela ed applicatela al caso della stazione dell’Alta Velocità di Afragola fresca di pomposa inaugurazione da parte del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.
Nemmeno il tempo di fare il ruttino dopo il brindisi beneagurante e, zac!, sono scattati i sigilli dei carabinieri del Nas – accompagnati da Vigili del Fuoco e tecnici sanitari – al bar e al parcheggio della megastruttura. Motivo: erano ancora privi di autorizzazioni. Detto volgarmente, erano abusivi.

Eh, sì: una situazione decisamente volgare proprio perché riferita, purtroppo, ad un gioiello della tecnologia e dell’architettura dei trasporti: a quella che – a giudizio non di Teleluna o di Canale 21 – ma della blasonatissima Cnn, è la più bella stazione ferroviaria d’Europa:
Insomma, un’autentica “figur’ ‘e mer...” immortalata da Internet in tutto il mondo.

Va precisato che nessuna responsabilità può essere addebitata a Rfi e che la stazione – come ha opportunamente precisato l’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato – è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie. Sono i gestori del bar e del parcheggio a doverne dare conto. E, se si vuole, è ancora peggio, proprio perché si restituisce l’immagine di un abusivismo “senza controlli” in un contesto tanto importante.

Ora, come da prassi, si sgranerà il rosario delle giustificazioni che non spiegano niente se non la conferma di una mentalità lassista che riesce a sminuire la portata delle tante eccellenze, in tutti i campi, che ci fanno sentire orgogliosi di essere campani.

Il problema è proprio questo: se non si colpisce alla radice questa cultura dell’abuso, che oggettivamente nel Mezzogiorno d’Italia è più diffusa che altrove, da Roma in su avranno sempre una pezza d’appoggio da esibire per generalizzare e rappresentarci “sporchi e cattivi”. Un alibi che fa da foglia di fico alle tante vergognose discriminazioni che il Sud continua a subire da data immemorabile in tutti i campi delle politiche governative.