menu

Buongiorno

27.10.2018 - Buongiorno Irpinia

Stazione Hirpinia: tra Bruno e Maraia scelgo il deputato 5 Stelle

Alta Capacità Napoli-Bari: la stazione Hirpinia si farà, sì o no? Se dovessi scommettere scegliendo tra i giudizi isterici del presidente di Confindustria provinciale, Pino Bruno, e le rassicurazioni del deputato arianese 5 Stelle, Generoso Maraia, non avrei alcun dubbio a puntare sul secondo. Per una ragione semplicissima: è oggettivamente più credibile del primo.

L’ennesima “ammuina” è nata dalla “indicazione”, sostenuta ieri dai 5 Stelle in commissione Lavori Pubblici del Senato, di “valutare la possibilità di procedere (nella tratta Apice-Orsara, ndr) senza la variante di Grottaminarda e di destinare le risorse previste, pari a 1,6 miliardi, alla progettazione e realizzazione della linea elettrificata Avellino-Benevento”.

È di prassi che una commissione parlamentare possa sollevare dubbi sul rapporto costi-benefici di una grande opera come quella di cui si parla. Le polemiche sul tracciato prescelto, del resto, non sono di oggi. Né sono di oggi le rassicurazioni circa la salvaguardia della Stazione Hirpinia date non solo da Maraia ma dallo stesso Vice Premier e capo politico dei Cinque Stelle Luigi Di Maio.

Bisognerebbe chiedersi, piuttosto, perché il precedente governo – dopo essersi “venduta” l’opera come cosa già bell’e realizzata – non ha provveduto a stanziare le risorse anche per il lotto Apice-Orsara, i cui costi sono elevatissimi per le oggettive impervietà geomorfologiche della tratta.

Si può affermare, e i fatti daranno ragione a questa tesi, che siamo in presenza di una discussione squisitamente “accademica”. La Stazione Hirpinia si farà e tanto più. Magari “l’indicazione” emersa in commissione Lavori Pubblici servirà a calmierare le eventuali “speculazioni” affaristiche sempre in agguato nei lavori pubblici italiani.

Fa specie, tornando al presidente Bruno, che nella versione originaria della sua mail al senatore 5 Stelle Grassi egli abbia accennato ad un “emendamento” varato al riguardo dalla commissione Lavori Pubblici. Altro è la “indicazione”, come correttamente è stato poi divulgato, altro è l’emendamento.

Così come fanno specie i toni molto al di sopra delle righe del rappresentante di una categoria che in Irpinia si è storicamente contraddistinta per la sua acritica – questa, sì, vergognosa – ubbidienza al potere politico.

Se gli industriali irpini, da Bruno in giù e all’indietro con i vertici di categoria, avessero alzato la testa in passato nei confronti dei politici Pd ed ex Dc come oggi fanno con i Cinque Stelle, avremmo avuto un’Irpinia meno sottosviluppata e più dignitosamente rappresentata non soltanto in ambito politico.