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Buongiorno

11.11.2018 - Buongiorno Italia

Tanto di cappello alla Raggi e al M5S

Tanto di cappello a Virginia Raggi. Tanto di cappello, soprattutto, al M5S attraverso il “capo politico” Luigi Di Maio.

La sindaca di Roma è stata assolta – “perché il fatto non costituisce reato” – dall’accusa di falso nel processo sulla nomina di Renato Marra alla direzione del Dipartimento Turismo del Campidoglio. Una storia durata due anni, durante i quali la Raggi è stata fatta oggetto di polemiche sproporzionatamente astiose, condite di insinuazioni talvolta perfino volgari ed alimentate dalla propaganda politica con il supporto di qualche (interessato) organo di informazione.

In tutto questo tempo la prima cittadina della Capitale – prima anche come donna a ricoprire quella carica in Campidoglio – ha mantenuto un comportamento esemplare, sia sul piano istituzionale che privato. Ha sempre respinto ogni addebito, si è difesa nel processo, mai ha messo in dubbio la fiducia nella magistratura, ha atteso con pazienza e con rispetto la sentenza. Tanto di cappello alla figura istituzionale e alla donna: è riuscita a dare una lezione di civiltà politica e di buon senso non sempre riscontrabile negli atteggiamenti di molto politici italiani finiti alla sbarra.

Tanto di cappello al M5S. Secondo il codice etico dei grillini, se la Raggi fosse stata condannata avrebbe dovuto dimettersi subito, senza attendere il secondo e terzo grado di giudizio, dunque – a rigore di Costituzione – potenzialmente ancora innocente. Alla vigilia della sentenza è stato il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, a sottolineare la ineluttabilità delle dimissioni in caso di riconosciuta colpevolezza della sindaca di Roma. Niente “se”, niente “ma”: certezza dell’applicazione del codice etico, che opportunamente – nella scala dei valori politici del Movimento – vien messo prima dello stesso codice penale.

Vi sembra poco in un’Italia in cui, diffusamente, ai politici sotto inchiesta non solo doverosamente si riconosce la presunzione d’innocenza fino a condanna passata in giudicato, quant’ anche si appendono al petto medaglie d’oro al valor di partito?