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Buongiorno

21.11.2018 - Buongiorno Campania

Termovalorizzatori: tra Di Maio-De Luca e Salvini, scelgo Salvini

Tra Di Maio e De Luca che hanno detto no al secondo termovalorizzatore in Campania e Salvini che aveva detto sì ed ha dovuto arrendersi, senza comunque rinunciare alla sua tesi, io mi schiero dalla parte di quest’ultimo.

M’interessa molto poco, anzi niente, se Di Maio e De Luca storcono il naso, magari liberamente commentando che devo essere un pessimo meridionale dal momento che oso sostenere la tesi del capo di un partito che fino a poco tempo fa non si chiamava semplicemente Lega ma aveva per cognome Nord, quindi per definizione un partito che non è “del” e “per” il Sud.

Ricordo a me stesso, e ne profitto per raccontarlo anche ai lettori, che ero favorevole ai termovalorizzatori (e lo scrivevo, non lo tenevo per me) già diversi anni fa, quando la Grande Emergenza “seppellì” soprattutto Napoli sotto i rifiuti e quelle scene vergognose fecero il giro del mondo, con tutte le conseguenze che poi abbiamo pagato in termini economici e d’immagine, dunque in “valuta” sociale.

Ero favorevole perché leggevo dei termovalorizzatori presenti nelle più importanti città europee, giungendo alla conclusione che se non erano pericolosi lì non si capiva perché dovevano esserlo qui. E perché leggevo dei grandi progressi tecnologici che di fatto avevano ridotto praticamente a zero ogni rischio d’inquinamento ambientale.

Poi mi capitò di visitare Vienna – parlo d’una decina d’anni fa – e di vedere il grande termovalorizzatore, quasi un pezzo da museo, funzionare nel bel mezzo della città, che non mi pare possa essere annoverata tra le città con una pessima qualità della vita a causa di quell’impianto.

Certo, se non si producessero rifiuti non avremmo il problema del loro smaltimento, e nessuno si sognerebbe – Salvini in testa – di morire dalla voglia d’un termovalorizzatore sotto casa.

Di Maio e De Luca hanno detto che se ne può fare a meno. Hanno aggiunto che loro hanno la ricetta per poterne fare a meno. Aspettiamo di vedere come funzionerà quella ricetta. E, naturalmente, anche di sapere quanto ci costa la “medicina” della Farmacia Di Maio-De Luca. Il tempo è galantuomo. Se avranno ragione loro, tanto di scuse e tanto di cappello. Ma se non sarà così, …a risentirci, eccome!