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Buongiorno

08.04.2017 - Buongiorno Irpinia

Tifosi Avellino nel caso-Verona: ora applichiamo il Daspo alla Digos

La promessa è un debito. Se l’ha fatta un giornalista, deve essere un obbligo.
Eccomi qui. Mi ero impegnato a rettificare doverosamente un mio corsivo sulla vicenda degli otto tifosi dell’Avellino ritenuti responsabili del danneggiamento dell’auto dei dirigenti del Verona, davanti allo stadio Partenio, in occasione della gara di campionato dell’11 febbraio. La notizia del coinvolgimento degli otto, che ora si è rivelata infondata – o comunque non sufficientemente provata, secondo il Gip – era di fonte ufficiale. L’aveva diffusa la Questura di Avellino, comunicando l’applicazione del Daspo per gli otto tifosi individuati dagli agenti della Digos.
A rigore di procedura, anche deontologica, non dovrei chiedere scusa a nessuno. Eppure sono pronto a farlo come in concreto sto facendo: non solo nei confronti di quei tifosi ingiustamente messi al bando, ma anche di tutte le altre persone che espressero il loro disappunto – talvolta persino in termini volgari – sulla mia pagina Facebook. Una sincera testimonianza di umiltà, più che un eccesso di zelo professionale.
Come avete già potuto leggere sui quotidiani di ieri, per quella vicenda si sta ora procedendo contro ignoti. Resta significativo, in ogni caso, che sia stato lo stesso magistrato inquirente, Luigi Iglio, a chiedere l’archiviazione del procedimento nei confronti di quei tifosi. Richiesta accolta dal Giudice delle indagini preliminari, Giovan Francesco Fiore. Il tutto a riprova che possiamo sentirci garantiti non soltanto dal giudice terzo ma anche dal rigore giuridico della magistratura inquirente.
Il fatto, tuttavia, resta. Perché il danneggiamento dell’auto c’è stato. Ed oggi come allora, dopo aver chiesto scusa, ripeto ciò che penso: la violenza, agli stadi come altrove, va condannata sempre, senza se e senza ma. Isolare un tifoso violento significa ridare al Calcio, in modo particolare, l’immagine autentica di ciò che effettivamente è: lo sport più bello del mondo. Significa, soprattutto, contenere il rischio di incidenti che troppe volte sono degenerati in tragedia. Era questo, del resto, il senso del mio corsivo sulla vicenda del Verona: facciamo sfogare il tifo con gli sfottò. Nei confronti dei veronesi, se proprio dovessero meritarselo, avevo suggerito e ripeto che potremmo imitare i tifosi napoletani. I quali – ricordate? – accolti a Verona con l’insulto-anatema: “Forza Vesuvio!”, ricambiarono al San Paolo con gli striscioni: “Giulietta è na zoccola”. Ed è certo che nell’al di là ne risero sia Shakespeare che Romeo.
Allo stesso modo oggi, per scherzarci su ma non troppo, proponiamo il Daspo per gli agenti della Digos che nel caso-Verona non furono sufficientemente attenti, tanto da scambiare fischi per fiaschi.