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Buongiorno

06.07.2017 - Buongiorno Campania

Toh, la “frittura di pesce” non è reato…

Buongiorno, Campania.
Perdonatemi, cari lettori, la digressione personale. Quando a novembre scorso, in piena campagna elettorale per il Referendum, la “Frittura di pesce” del Governatore della Campania divenne motivo di scandalo politico nazionale, fui l’unico giornalista a scrivere che il vero scandalo era confondere una battuta carica di bonaria ironia, e in perfetto stile parossistico di De Luca, con un invito – addirittura – al voto di scambio.

Ora, a distanza di oltre sette mesi dall’apertura del procedimento penale nei confronti del presidente della Regione, il Pm Stefania Buda ha chiesto al Gip l’archiviazione del caso.
Ripercorriamo a volo d’aquila la vicenda.
Napoli, Hotel Ramada, 15 novembre 2016. Trecento sindaci campani partecipano all’appuntamento con De Luca ad una delle tappe finali della campagna referendaria. È qui che il Governatore, convinto sostenitore del Sì alle modifiche costituzionali proposte dal governo Renzi, lancia la sua battuta chiamando in causa, con tono chiaramente scherzoso, il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri: “…L’impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4mila persone su 8mila. Li voglio vedere in blocco, armati con le bandiere, andare alle urne a votare Sì. Franco, vedi tu come Madonna devi fare. Offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso”.

Tutto qui il “voto di scambio” che qualche idiota di “giornalista militante” tentò di accreditare, ottenendone l’amplificazione interpretativa attraverso gli interventi (disinteressati?) di alcuni commentatori politici della grande stampa nazionale.

Alla fine, come si diceva, il miracolo-scandalo della “moltiplicazione dei voti di scambio” attraverso le “fritture di pesce” si è rivelato – per dirla alla napoletana –, “na strunzata”.
Una stronzata, però, che è costata sei mesi di indagini giudiziarie con tanto d’impiego di polizia giudiziaria, acquisizioni di atti e testimonianze, carta bollata e tempo prezioso che poteva essere utilizzato per meglio far funzionare la giustizia.

Cosa dobbiamo fare per tacitare il moralismo tanto al chilo di politici idioti e pseudo-giornalisti più idioti dei politici: chiedere a De Luca di rinunciare all’intelligente ironia che scandalizza le vergini cucce e ispira la divertentissima satira di Maurizio Crozza?

Avanti così, Governatore. Meglio una frittura di pesce al giorno che questo insipido bollito di cialtroneria politica.