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Buongiorno

03.04.2019 - Buongiorno Irpinia

Tranquilli: il segretario regionale non caccerà nessuno dal Pd

Mila Martinetti ci ha scherzato su con la Siringa di oggi, ma il problema esiste e si presta ad una riflessione seria.

Dunque riassumendo, il segretario regionale del Partito Democratico, Leo Annunziata, ha detto che alle elezioni comunali di Avellino non si potrà consentire che chi è iscritto al Pd lavori contro il Pd. Si tratta, a mio parere, della posizione naturale – addirittura scontata – che ogni partito politico dovrebbe enunciare epperò anche sostenere con i fatti. Per la semplicissima ragione che se vengono meno le regole fondamentali diventa impossibile governare una comunità politica, si è destinati all’anarchia, che per definizione è l’assenza di ordine, di autorità, di governo appunto.

Oltre tutto, per stare al Partito Democratico irpino, si sono già visti in concreto gli effetti dell’anarchia interna e i risultati devastanti da essa prodotta nelle prove elettorali e nel governo delle istituzioni locali.

L’esemplificazione elettorale è illuminante: per due volte consecutive, “grazie” agli stessi soggetti – non solo “iscritti, ma addirittura “dirigenti” Pd – questo partito ha regalato la presidenza dell’Amministrazione provinciale ai candidati del centrodestra. Esattamente come, a causa degli stessi giochini, alle scorse amministrative del capoluogo è stata donata la poltrona di sindaco ai Cinque Stelle.

Sul piano più squisitamente istituzionale, il quinquennio amministrativo avellinese del sindaco Paolo Foti è stato reso impossibile dal fuoco “amico” ancora del Pd, e ancora per colpa grave – non può essere più un caso visto che siamo alla terza coincidenza – dei medesimi soggetti che anche in questa vigilia elettorale hanno minacciato che o si fa come dicono loro oppure prendono altre strade, ossia strade che vanno contro il Pd.

Il segretario regionale del partito, cui ha fatto eco quello provinciale, dunque, promette di fare una cosa assolutamente necessaria, che nell’ultima enunciazione è diventata addirittura un ultimatum.

Ma questa posizione sarà sostenuta con i fatti, oppure finirà come sempre a tarallucci e vino, per di più con vino abbondante e ad alta gradazione, magari cantando ancora una volta “Scurdammoce ‘o passato”?

Ecco, mi permetto di fare una previsione, che invero riuscirebbe ad azzeccare anche chi fosse del tutto estraneo alla materia politica: comunque vadano le cose, il segretario regionale e il segretario provinciale del Pd non cacceranno nessuno dal partito. Insomma, la “Festa” può continuare indisturbata: domani come oggi e come ieri.