menu

Buongiorno

13.05.2019 - Buongiorno Campania

Tumore al colon-retto, Delrio: possiamo ridurre sempre più i viaggi della speranza

“Io mi curo al sud è l’espressione di una realtà costantemente confermata dalle attività che stiamo portando avanti. Soprattutto nella rete oncologica campana sono state messe in atto delle azioni che potenzieranno e svilupperanno sempre più tutte le migliori offerte sanitarie relative all’oncologia nell’intera regione”. Così Paolo Delrio, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Colon-Rettale dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli in occasione del convegno “Ci prendiamo cura di voi”, organizzato con il contributo non condizionato di Johnson&Johnson Medical. Il Pascale infatti è l’unico in Italia ad aver ottenuto il famoso “bollino di qualità”, la certificazione ISO 9001 nella terapia del tumore del colon retto e si conferma sempre più una eccellenza italiana in grado di ridurre gli angoscianti “viaggi della speranza”: “In alcune realtà della regione, per esempio, sono operativi i pdta per tutte le patologie oncologiche e in particolare per il colon retto. C’è una attività di formazione che garantirà nel breve periodo che questo tipo di interventi chirurgici, soprattutto non invasivi e con protocolli di riabilitazione, vengano applicati in tante strutture sanitarie. C’è la precisa volontà di garantire a tutti l’equità delle cure e soprattutto l’opportunità di rivolgersi in qualunque momento alle realtà in cui sono applicati i più avanzati protocolli di gestione multidisciplinari. Questo è un aspetto fondamentale perché spesso chi va fuori cerca delle soluzioni rapide dimenticando che la visione globale della patologia tumorale è quella più importante.

E a proposito della Certificazione ISO 9001 continua: “Tutti i collaboratori che hanno partecipato al progetto si sono messi in gioco facendosi valutare dall’esterno, procedura che in genere è tipica delle strutture private. Certificare la qualità di un percorso significa garantire al paziente una maggior sicurezza e minori rischi, e soprattutto che le procedure siano sempre codificate e standardizzate. Se un ente esterno certifica questo tipo di percorso, significa che il paziente può essere tranquillo perché avrà sempre la certezza di ottenere la miglior cura possibile. È ovvio che nessuno di noi può garantire il risultato ma almeno ci siamo messi in condizione di offrirgli la massima sicurezza. E questo è fondamentale. Il paziente deve avere la possibilità di un approccio globale e sapere che esiste la possibilità di essere supportato dal punto di vista nutrizionale e psicologico, che può avere la migliore endoscopia e radioterapia, le migliori immagini dal punto di vista radiologico. Tutto questo lo si fa solo se i professionisti che erogano queste prestazioni sono disposti in qualche modo a farsi “certificare”, anche perché facendosi “verificare” ottengono la possibilità di mantenere la qualità nel tempo”.