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Buongiorno

26.03.2018 - Buongiorno Italia

Un governo (possibile) per l’Italia, qui e subito

Buongiorno, Italia.
Avremo un governo? Quale governo? In che tempi? E quanto durerà?

Lascio volentieri ai politologi il compito dell’analisi ragionata. È loro competenza, anche se ho il timore che stavolta perfino il politologo più bravo, alla luce di ciò che poi avverrà, rischia di fare la figura dell’incompetente.

E lascio ai preveggenti, se in giro ce ne sono di attendibili, e ai maghi e maghetti l’esercizio inutile quanto innocuo di tuffarsi nelle magiche sfere e di raccontarci cosa vedono un millimetro al di là dell’orizzonte concesso alla vista dei comuni mortali.

Mi limito a dare le mie risposte di comunissimo mortale, quindi nemmeno nelle vesti di giornalista (perché mai, del resto, un giornalista dovrebbe saperne di più in materia?) a quei quattro interrogativi, badando bene a non apparire saputello (per favore, datemi in testa se ciò dovesse accadere), anche perché oggi comincia la Settimana Santa e sarebbe davvero fuori luogo mettersi a fare la concorrenza a Nostro Signore proprio durante una circostanza rituale così particolarmente sacra.

Dunque, in rapidissima sintesi.

1) Un governo dovremo averlo comunque, foss’anche un Gentiloni in regime di prorogatio.

2) È già stato ampiamente spiegato che una maggioranza politica coerente con l’essenza della richiesta del voto il 4 marzo non esiste. I numeri non sono sufficienti né di qua né di là. Una volta si sarebbe detto che, sostanzialmente, ci sono state due vittorie di Pirro, nella fattispecie di due Pirro, uno di nome Luigi e l’altro Matteo (Salvini). E c’è stato uno sconfitto sicuro: il Pd.

La cosa più corretta verso gli elettori sarebbe che i due vincitori (“Pirriani”) prendessero atto della inagibilità politica per far nascere un governo coerente con l’indicazione del voto, evitassero reciproci tranelli, e dicessero agli italiani, naturalmente attraverso la bocca del Presidente della Repubblica: “Siamo costretti a far nascere insieme un governo di scopo e di breve durata. Lo scopo è una velocissima legge elettorale in grado di non farci precipitare di nuovo in questo stallo. Magari abbiamo anche il tempo di varare qualche provvedimento molto gradito agli italiani, ad esempio un serio abbattimento dei costi della politica, e naturalmente garantiamo l’unione sui conti pubblici. Stop”.

3) Un governo del genere, al lordo dei tempi rituali necessari per le consultazioni e per un po’ di tatticismi politici, può nascere anche in meno di un mese. Con una discreta dose di buona volontà sarebbero sufficienti anche due settimane. E sarebbe davvero una bella prova di serietà da parte di Cinque Stelle e Lega Italia.

4) Questo governo dovrebbe durare non più di sei mesi, più o meno il tempo che è servito alla Germania per darsi un esecutivo. Nuove elezioni ad ottobre. E lì la grande sfida Movimento 5 Stelle – Lega Italia per la conquista della guida del Paese, con programmi alternativi e con la prospettiva, finalmente, della stabilità e dell’alternanza di governo.

I politologi più raffinati diranno che le quattro risposte testé date restituiscono un quadro troppo semplicistico della complessità politica italiana. Mi permetto di osservare che non c’è alcuna necessità di consumarsi la testa dietro le cose complesse quando altrove nel mondo, nel nostro mondo, hanno scoperto da tempo che non c’è cosa più semplice di semplificare le cose che sono complesse perché a noi (a parte di noi) piace che tali appaiano.