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Buongiorno

12.08.2017 - Buongiorno Irpinia

Un nuovo Mercatone. Ma non... a luci rosse

Buongiorno, Irpinia. É scritto nelle cronache degli anni decorsi dalla sua realizzazione ad oggi: il Mercatone di Avellino rappresenta in modo plastico sia un esempio disgustoso di sperpero di danaro pubblico, sia il simbolo del fallimento politico-amministrativo del progetto di rinascita del capoluogo dopo la tragedia del terremoto.
Al pari del Mercatone, seppure per responsabilità d’altra natura e per valori di diverso genere, c’è soltanto la vicenda della Dogana. Anche questa è cronaca: tanto chiara e inappellabile da non richiedere la necessità di commenti.
É una buona notizia quella data dal sindaco di Avellino, ieri, in merito al provvedimento di giunta circa l’interesse pubblico per la proposta di project financing presentata da un’associazione temporanea di imprese e che mira alla riqualificazione del Mercatone.
É una buona notizia perché, lungi ancora dalla concreta risoluzione del problema, finalmente se ne discute. Di più: finalmente si ha un’idea, addirittura un progetto, di come poter cancellare la vergogna cittadina rappresentata dal Mercatone e far nascere al suo posto qualcosa di produttivo per la città.
La proposta dell’Ati – aperta a soluzioni migliorative – prevede un complesso destinato in parte alla grande distribuzione, in parte ad un parcheggio da 300 posti, in parte a uffici, un asilo e aree per il tempo libero che saranno gestiti direttamente dal Comune.
Ha fatto bene il Sindaco del capoluogo, Paolo Foti, a sottolineare che sarebbe praticamente impossibile reperire risorse pubbliche per riqualificare il Mercatone. Non ce ne sono disponibili. E mi permetto di aggiungere che se pure ci fossero non ce le darebbero – per il Mercatone – nemmeno se puntassimo la pistola alla tempia di chi dovrebbe decidere in merito.
Ha fatto bene, Foti, perché ha dato prova di realismo e di sano pragmatismo insieme: senza l’intervento dei privati, il Mercatone sarebbe destinato a restare ciò che è.
Oltre tutto, l’investimento previsto di 9 milioni è una cifra importante che "obbliga" a rendere produttiva la struttura. Difficile immaginare che coi tempi di vacche magre che corrono ci siano in giro folli disponibili a buttar soldi dalla finestra.
Anni fa, l’avvocato Pasquale Anzalone, nipote di Nicola Mancino, in un rigurgito di fantasia erotica aveva proposto di fare del Mercatone una gigantesca vetrina a luci rosse. Forse avrebbe avuto maggior successo del complesso immaginato dal project financing vagliato dall’Amministrazione Foti. Ma, come si dice, il meglio è nemico del bene. Perciò, accontentiamoci di ciò che il convento riesce concretamente a passare. E magari, quando finalmente disporremo del Mercatone, in omaggio a Pasquale Anzalone festeggeremo con un gustoso piatto di spaghetti alla... puttanesca.