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Buongiorno

03.11.2018 - Buongiorno Irpinia

Vergogna: hanno ridotto la politica a un cumulo di munnezza

Il mio irrinunciabile amico Nino Schena non è un politologo di professione e nemmeno d’aspirazione. Eppure in fatto di politica, più specificamente di flussi elettorali, ha una straordinaria competenza. Poiché di mestiere ha fatto il biologo ospedaliero, credo che quella competenza l’abbia maturata essenzialmente attraverso due canali: la lettura costante e appassionata delle cronache politiche e, soprattutto, la vita tra la gente. Qui, a contatto continuo con le persone, grazie anche alla sua naturale tendenza alla socializzazione, nell’arco di decenni egli ha potuto “studiare” dal vivo i loro umori dinanzi ai fatti della politica, capirne le motivazioni profonde, quindi prevederne con basso margine di errore gli orientamenti quando è tempo d’elezioni.

La lunga premessa per farvi cogliere meglio il senso dell’ultimo dialogo tra Nino e Schena e il sottoscritto, risalente a ieri.

Più che addentrarsi nei dettagli del voto delle provinciali, come fa sempre e con sicura perizia ad ogni apertura di urne, stavolta il mio amico mi ha spiazzato con una domanda semplice semplice, e decisamente retorica. Questa: “Il Pd e il centrosinistra hanno sulla carta il 70 per cento dei sindaci e dei consiglieri irpini. Mi devi spiegare come hanno fatto a far eleggere alla Provincia un presidente di centrodestra, cioè di un’area politica che qui non esiste”.

La mia risposta, che è poi identica a quella che Nino Schena sottintende nel suo provocatorio quesito, è che di fatto in Irpinia non esistono più né il Pd né il centrosinistra. Quelli che sembrano il Pd e il centrosinistra sono, in realtà, un simbolo di partito appiccicato su un contenitore senza idee, e un’alleanza fittizia e provvisoria tra persone che devono spartirsi candidature, incarichi e prebende.

Si tratta, in buona sostanza, di un contenitore di qualunquisti e trasformisti, e di una coalizione di mutuo soccorso tra politicanti, parti e partiti che ormai fanno fatica a sopravvivere. Dentro queste entità indistinte, prive di tutto fuorché della capacità di ignorare il pudore, si alimentano improvvisazioni, bottecerchismi e tradimenti.

Questi Signori – si fa per dire Signori – non hanno distrutto soltanto i partiti e la politica, ma perfino la speranza della politica. Vanno cacciati. Qui e subito. Non con la violenza, mai con la violenza. Sarebbe uno spreco di energie e di dignità. Vanno cacciati a suon di fischi e pernacchie. Questa è la strada, cari amici d’Irpinia, se vogliamo alzare lo sguardo oltre il cumulo di munnezza che essi hanno saputo innalzare sulle ceneri della politica.