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Buongiorno

18.11.2017 - Buongiorno Irpinia

Veronica Lario non è diventata povera. La povertà è altro. Ecco cos’è...

Irpinia-Italia: due storie a confronto che ci aiutano a capire in che mondo viviamo, senza dover disturbare né le ideologie né la demagogia. Due storie della nostra Irpinia e della nostra Italia. Eccole in rapida sintesi.

1) Buongiorno, Irpinia. L’Osservatorio sulle povertà della Caritas di Avellino ha restituito qualche giorno fa i dati relativi al 2016. Le persone che si sono rivolte ad uno dei dieci centri provinciali di ascolto sono state 962, di cui 350 stranieri. Per il 58%, valore assoluto 558, si tratta di donne: per lo più vedove, separate, ragazze madri. La loro età è tra i 30 e i 50 anni, intervallo pressoché identico per gli uomini.

Si è calcolato che la domanda di aiuti per spese di prima necessità è di 100mila euro. Il direttore della Caritas, Carlo Mele, non ne fa mistero: si opera in continua emergenza, le attuali disponibilità non consentono di dare risposte soddisfacenti. Tradotto significa che la povertà in Irpinia sta vivendo una fase drammatica, come del resto accade nella stragrande maggioranza del territorio nazionale, con maggiore accentuazione nelle aree meridionali.

2) È di ieri la notizia che la Corte d’Appello del tribunale di Milano ha ribaltato la sentenza di primo grado cancellando l’assegno di mantenimento che Silvio Berlusconi sta pagando alla ex moglie Veronica Lario dal marzo del 2014. Non interessa, in questa sede, approfondire il profilo giuridico (diverso orientamento della Cassazione rispetto al passato) che sostiene il provvedimento dei giudici d’Appello. Rileva, piuttosto, ricordare a quanto ammontava l’assegno mensile percepito dalla Signora Veronica: un milione e 400mila euro.

Ora mettete a confronto i “conti” delle due storie. Centomila euro in un anno per far fronte alle esigenze di prima necessità di ben 962 persone in stato di povertà. Un milione e 400mila euro in un mese per far fronte al tenore di vita di una sola persona, ancorché moglie divorziata di un miliardario. Soldi loro, per carità. Ma la sproporzione è stratosferica. Non può e non deve alimentare sentimenti d’invidia. Però, qualche riflessione, opportunamente sì.