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Buongiorno

02.09.2017 - Buongiorno Italia

Violenze sulle donne? E dagli allo straniero! Quanta ipocrisia politica…

Buongiorno, Italia.

Sull’altare della speculazione politica l’ipocrisia vien fatta passare per incenso.
Accade così che alcuni casi di violenze sulle donne ad opera di stranieri, decisamente gravissimi, forniscono l’ennesimo appiglio alla Lega Nord per criminalizzare gli immigrati.

Diciamolo subito a scanso di equivoci. Gli autori dello stupro di gruppo sulla spiaggia di Rimini, se e quando saranno acchiappati, vanno letteralmente presi per le palle, scusate il francesismo, e rispediti nei loro luoghi d’origine con l’interdizione perpetua dal guardare l’Italia perfino soltanto sulla carta geografica. E la stessa sorte dovrebbero subire, senza se e senza ma, tutti gli stranieri che si rendono responsabili di aggressioni od anche delle benché minime molestie sessuali nei confronti delle donne, italiane o di qualsiasi parte del mondo esse siano. Un trattamento ancora più severo (proporrei di metterli in cella e di buttare la chiave) si dovrebbe riservare alle “bestie” del sesso nel caso fossero nostri connazionali.
Ma da qui a farne, appunto, una speculazione politica sugli immigrati, in nome unicamente della “morale elettorale”, è essa stessa una deprecabile violenza che va fermata prima che sia troppo tardi.

La “caccia allo straniero”, infatti, si sta insinuando nel pensiero della gente comune soprattutto per l’amplificazione speculativa che ne stanno facendo la Lega ed altre forze politiche dell’estrema destra. Non si spiega diversamente come mai la stessa veemenza non è stata usata e non si usa su fatti consimili, ad opera di italianissime bestie, che da decenni riempiono le cronache delle nostre province da un capo all’altro dello Stivale.
Per caso si vorrebbe teorizzare che la violenza sulle donne è diversa a seconda del colore della pelle e della lingua di chi se ne rende bestialmente responsabile?

E sono o non sono da considerare ancora più deprecabili, e quindi ancora più severamente condannabili, le molestie sessuali d’ogni specie e grado che vengono quotidianamente consumate sui luoghi di lavoro, pubblici e privati, da parte di chi usa l’arma del ricatto psicologico (“Se parli, ti rendo la vita difficile in ufficio”, “Se parli sei licenziata”) per zittire le proprie vittime?
Quanti e quali passi hanno fatto finora, nelle aule parlamentari, leghisti e fascistoidi per rendere piuttosto la vita difficile, non a chi lavora, ma a chi profitta dello stato di subordinazione delle vittime designate?

Si dirà: tocca alle presunte vittime di questa fattispecie denunciare molestatori e violentatori. Altra insopportabile ipocrisia. Si è visto come sono finite le storie di coraggiosa denuncia senza poter fornire prove.
Ma tant’è! Come potrebbero mai i politici prendere seriamente a cuore un problema del genere se tantissimi di essi, seppure con metodi più raffinati, quindi meno facilmente perseguibili, sono onorevoli molestatori in doppiopetto?

Dagli allo straniero, allora! E’ più facile. Più comodo. Elettoralmente più redditizio.
Che pena!