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Buongiorno

13.11.2017 - Buongiorno Irpinia

Xenofobia e minori allo sbando: così l’Irpinia diventa periferia di civiltà

Buongiorno, Irpinia.
Attenzione, irpini: questa nostra provincia sta cambiando in peggio. E stavolta non c’entra la politica assente, non c’entrano i sindaci distratti, non c’entrano le istituzioni. Questa volta c’entriamo tutti noi cittadini: con i nostri egoismi, con i nostri abbandoni civili nemmeno nobilitati dalle stimmate dell’amore.

Ad Avellino, sui muri del centro storico, c’è stata una vera e propria esplosione di scritte xenofobe. Del tipo “Negri ebrei”. È un segnale preoccupante. Tanto più se queste manifestazioni di inciviltà si aggiungono ad altri episodi di intolleranza verso gli immigrati fatti registrare in città e in diversi paesi della provincia.

È responsabilità nostra, di noi cittadini, perché troppo spesso vediamo e subito giriamo lo sguardo dall’altra parte. È un atteggiamento di vile indifferenza, il nostro, che incoraggia i malintenzionati a qualsiasi titolo: ideologico, politico, più semplicemente, e volgarmente, delinquenziale.

Di questo passo, la città, ma anche i nostri più piccoli paesi, diventeranno periferia della convivenza civile. Più niente ci farà distinguere dalle tante periferie emarginate e fuorilegge delle metropoli. E quando ciò accadrà, se malauguratamente dovesse accadere, sarà troppo tardi per rimediare. Perché le emergenze delle metropoli, per motivi di ordine pubblico, hanno sempre la priorità – in termini di interventi per la sicurezza e investimenti per lo sviluppo – rispetto alle piccole realtà locali.

Noi non vediamo le scritte xenofobe così come non abbiamo visto ciò che da qualche anno, ad esempio, accadeva nel circolo “Incontro” di via Vasto, ancora nel capoluogo. Poi, puntualmente, una ragazza minorenne va alla “Vita in diretta”, sulla Rai, racconta di un signore di 69 anni che induceva le ragazzine alla prostituzione, e spalanchiamo gli occhi. E increduli ci diciamo: “Ma come è possibile che sia accaduto nella nostra città, nei nostri paesi, vicino casa nostra!”.

Xenofobia e para-pedofilia sono episodi profondamente diversi. Ma tutt’e due figli delle nostre indifferenze. Evitiamoci pure i sensi di colpa, che sono retorica dell’anima tardiva e inutile.

Piuttosto facciamo qualcosa. Semplicemente ciò che ci tocca fare: essere un po’ più “cittadini” e molto meno “individui” senza identità collettiva.