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La Siringa

di Mila Martinetti

27.02.2022

Due riflessioni su Putin e Berlusconi

Due brevi riflessioni, tra il serio e il faceto, a margine della criminale invasione dell’Ucraina da parte dell’anacronistico Zar di Russia, copia conforme di Hitler nella parodia inarrivabile di Charlie Chaplin che guarda avido il mappamondo e virtualmente lo agguanta.
Prima riflessione, molto faceta e pochissimo seria. Il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè (Forza Italia) ha raccontato ieri a Rai Radio1: “Ho sentito Berlusconi ed è quasi terrorizzato da quel che sta accadendo. Non è che fa fatica, proprio non riconosce in Vladimir Putin la persona che aveva conosciuto…”. Strano che Mulè ne sia sorpreso. Forse dimentica che “Silvio”, quando più assiduamente frequentava Vladimir, non poté studiarlo a fondo perché era anche troppo impegnato nelle “relazioni diplomatiche” sul caso della “nipote” di Mubarak.
La seconda riflessione, assolutamente seria, è tutta riassunta in un interrogativo cui non so dare una risposta, forse perché ho inteso male – sul piano politico, filosofico e storico – il significato di comunismo. L’interrogativo è quale sia la relazione tra il Presidente “comunista” della Russia, Putin, e l’uomo Putin classificato tra le persone più ricche del mondo.