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Buongiorno

10.08.2020 - Buongiorno Irpinia

Il caso Genzale-AreaDem: Ciarcia si dissocia dai Whatsapp diffamatori

In merito alle frasi diffamatorie nei miei confronti, per le quali gli autori risponderanno in sede penale e civile, da Michelangelo Ciarcia, esponente di AreaDem, ricevo e e volentieri pubblico. Colgo l’occasione per ringraziare il dottor Ciarcia per le parole di stima espresse e per la sua chiara dissociazione dalle volgarità vomitate da due membri del Gruppo Whatsapp di AreaDem Irpinia.
Colgo anche l’occasione per ripetere al leader di AreaDem Irpinia, Senatore Enzo De Luca, che non rispondo ai suoi messaggi in quanto - almeno per l’argomento in questione - può rivolgersi al sottoscritto soltanto in forma pubblica.

Gentilissimo Direttore,

Ho avuto modo di leggere l’articolo che Ella ha scritto su Buongiorno Irpinia, in merito al quale intendo svolgere qualche brevissima riflessione.
Quando si è in contesti plurali, le differenze di opinione fanno parte del gioco e sovente accade che qualcuno si esprima con ampia libertà ed entri nella sfera personale con giudizi sprezzanti e forse privi della dovuta considerazione: in altri termini, emerge l’esigenza di affermare le proprie opinioni, anche con eccesso di foga, senza considerare le conseguenze.

Occorre, inoltre, precisare che il contesto di cui si parla è una chat privata, composta di circa 35 componenti, nella quale non c’è la figura di un moderatore, come accade nei gruppi pubblici e, pertanto, mancando forme di preventiva valutazione dei contenuti, può accadere che, presi dall’incedere del discorso, alcuni possano eccedere nelle forme e nella sostanza, assumendosi, come nel caso di cui si parla, personalmente la responsabilità delle proprie affermazioni.

Quanto sopra non è una giustificazione per frasi dalle quali mi dissocio profondamente ma solo una descrizione del contesto in cui sono state proferite.
Detto delle condizioni in cui certe affermazioni sono nate, voglio esprimere tutta la mia solidarietà nei confronti di un professionista, che ho conosciuto ai tempi dell’Eclanese Calcio, quando io ero sostenitore della squadra, piena di miei amici e Lei la seguiva; i nostri rapporti, sempre improntati al reciproco rispetto, sono, poi, proseguiti quando ero Sindaco e Lei, invece, alla guida di varie testate giornalistiche: su posizioni diverse, ho sempre potuto apprezzare la qualità e la libertà, oltre al tratto umano, che oggi Le vengono riconosciute (e delle quali per verecondia tace).

Proprio tale libertà, gentile Direttore Genzale, può creare dibattito, anche aspro e scorretto ma, mi permetto di dire, tanto deve essere ascritto a Suo merito, al di là delle frasi sconce che non possono condividersi: quando un giornalista riesce ad essere inviso a persone schierate su un fronte e anche sull’altro significa che ha raggiunto il suo scopo, ossia dire ciò che pensa senza essere dalla parte di nessuno se non delle proprie convinzioni.

Mi trovo costretto a richiamare concetti che ritengo acclarati, come la libertà di espressione e, ancor più, di critica, che rappresentano il sale della democrazia e, per chi fa politica, uno strumento utilissimo per crescere, migliorare, comprendere e comprendersi.

Gentile Direttore, non vorrei neanche chiarire che non avoco in dubbio la Sua onestà intellettuale.

Mi permetto, inoltre, di aggiungere che qualche commento irridente e sconveniente, tra l’altro espresso in una chat privata, non può scalfire le Sua riconosciuta professionalità.

Nel ribadirLe la mia stima, Le chiedo semplicemente di continuare a essere il giornalista che abbiamo letto in questi anni.
Mi auguro, in conclusione, che questo spiacevole episodio possa essere attribuito a un momento di confusione e di incertezza, oltre che all’eccesso di passione e partecipazione di alcuni.

Michelangelo Ciarcia