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Buongiorno

11.08.2020 - Buongiorno Irpinia

Il caso Genzale-AreaDem: arrivano le precisazioni e le scuse di Luca Cafasso

In merito alle frasi diffamatorie nei miei confronti, apparse sul Gruppo whatsapp AreaDem Irpinia e per le quali l’autore risponderà in sede penale e civile, dopo la dissociazione e gli attestati di stima da parte di Michelangelo Ciarcia, esponente della corrente Pd franceschiana, arrivano le precisazioni e le scuse di Luca Cafasso, altro membro di AreaDem, che aveva commentato la chat diffamatoria inserendo nel contesto la frase “giornalista a gettone”. Cafasso precisa che il suo era un riferimento generico, non rivolto alla mia persona, e aggiunge - comunque - considerazioni tali da farmi desistere dalla volontà di trascinarlo in tribunale.
Ringrazio il Signor Cafasso per le scuse pubbliche e per gli apprezzamenti espliciti e pubblico volentieri il suo intervento.
Colgo l’occasione per prendere atto, e renderne partecipi i lettori, che il Senatore De Luca, capo di AreaDem, non ha ritenuto di dissociarsi dalle frasi diffamatorie di un suo seguace, così dimostrando una complicità morale che ne offuscano storia e profilo politico.

In merito allo spiacevole incidente che si è venuto a creare in virtù di comunicazioni effettuate su un gruppo di Area Dem Irpinia del Partito Democratico, costituito su WhatsApp, mi preme intervenire perché, mio malgrado, mi trovo in esso coinvolto.

Sono Luca Cafasso, segretario della sezione di Pratola Serra del suddetto partito e ci tengo a precisare, tanto per cominciare, che la frase da me scritta non era assolutamente rivolta al dottor Genzale. Essa faceva parte di un discorso più ampio, che ho più volte tenuto con i compagni di partito, sviluppato in merito agli opportunismi che si verificano in politica ad opera di diversi protagonisti e che spesso trovano – questo era ed è il mio pensiero – un’informazione ben disposta a giustificare e ad assolvere simili discutibili comportamenti.

Proprio questo aspetto del mio pensiero, ben noto ai compagni di partito, avrebbe dovuto fare apparire chiaro a tutti che il mio apprezzamento poteva essere attribuito a tutti tranne certamente che al Direttore Genzale, se è vero, come è vero, che anche lui ha ripetutamente stigmatizzato proprio tale triste atteggiamento.
Questa posizione assunta da Franco Genzale, con il giusto piglio e la giusta decisione, quasi come leitmotiv della sua critica giornalistica, peraltro indiscutibilmente lucida e pertinente, è stata da me sempre apprezzata ed ha fatto lievitare di non poco – ma, per la verità, non ce n’era assolutamente bisogno – la mia stima nei confronti di siffatto professionista.

Chi conosce il mio pensiero sa bene che mai e poi mai avrei potuto semplicemente accostare il concetto di una pratica professionale prezzolata alla persona del Direttore Genzale, al quale chiedo comunque umilmente scusa se il mio intervento ha potuto rappresentare elemento di equivoca interpretazione.

Vorrei, in conclusione, a chiarimento definitivo della mia posizione, rendere edotto il Dottor Genzale che io seguo con estrema attenzione i suoi interventi che, al di là delle legittime posizioni che ciascuno può tenere in merito alla questione delle candidature come di ogni altro argomento, restano un faro nell’informazione irpina e l’unica vera sorgente in grado di suscitare un serio ed adeguato dibattito.

E, in fondo, anche la vicenda della quale si sta qui trattando, pur se con gli spiacevoli risvolti che hanno richiesto questo chiarimento, ne è una concreta ed indiscutibile testimonianza.