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Buongiorno

26.08.2020

Verso le Regionali – 11 / “Ad Avellino a scuola dopo le elezioni”. Il sindaco ha ragione”

- di FRANCO GENZALE -

Il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, ha annunciato che le scuole dell’infanzia, elementari e medie – che rientrano nelle sue competente istituzionali – nel capoluogo non apriranno il 14 settembre, come da indicazione del ministero dell’Istruzione, ma almeno dieci giorni più tardi, dopo la sanificazione dei locali utilizzati come seggi per l’Election Day.

È una decisione saggia. Si direbbe, stavolta, che il primo cittadino del capoluogo ha dimostrato d’essere più deluchiano di De Luca. Era stato il governatore della Campania, già a fine maggio, infatti, a motivare la inopportunità di riaprire le scuole prima delle elezioni. Sarebbe stata una scelta inutilmente irrazionale – disse - portare gli studenti in classe il 14 settembre solo per tre-quattro giorni, interrompere la frequenza per le operazioni di voto, rifare pulizie e quant’altro e poi ricominciare.

Recentemente, però, De Luca ha accettato il provvedimento ministeriale alla luce delle rassicurazioni avute, e cioè che si sarebbe comunque e preventivamente proceduto ad uno screening sierologico anti-Covid per tutto il personale scolastico, oltre a tutta una serie di rigorose misure di controllo.

Tuttavia, il paracadute del governo non modifica d’una virgola le ragioni addotte dal governatore nell’aspra polemica ingaggiata un paio di mesi fa con il ministro dell’Istruzione. Le misure di prevenzione si sarebbero dovute adottare (e saranno adottate) a prescindere dall’interruzione delle lezioni. Sicché l’assenso del governatore per la data del 14 settembre sembrerebbe rispondere più ad una esigenza squisitamente politica, ancorché irrazionale, prospettatagli da Palazzo Chigi, cui non ha potuto di no, che ad altro.

Il sindaco di Avellino – ripetiamo, senza ironia, stavolta più deluchiano di De Luca – è rimasto invece sulla posizione originaria del governatore, che era condivisibile ieri, lo è oggi, e a maggior ragione lo sarà tra una ventina di giorni: quando, se la curva dei contagi continuerà a salire, si avvertirà ancor di più l’irrazionalità dell’apri-chiudi scuola con una nuova emergenza sanitaria alle porte.

D’altra parte, non servono quintalate di buon senso per capire che una settimana di scuola in meno non toglie poi tutta questa scienza agli studenti di vario ordine e grado. Né possiamo dimenticare che non ci troveremmo a dover far fronte all’ingorgo settembrino scuola-elezioni se Palazzo Chigi e la maggioranza parlamentare avessero accolto la proposta avanzata, non solo da De Luca ma da tutti i governatori in scadenza, di votare a luglio o ad inizio settembre.

Ora c’è da augurarsi che anche gli altri sindaci irpini si orientino allo stesso modo del primo cittadino di Avellino: una volta tanto, e a maggior ragione su un problema così serio, diamo esempio di unità.